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Sciopero degli insegnanti in Kenia
Sono in corso a Nairobi i negoziati tra rappresentanti del governo e sindacati degli insegnanti per tentare di porre fine allo sciopero che sta paralizzando il settore scolastico del paese. A mediare nel difficile incontro al quale sono presenti esponenti del Kenya National Union of Teachers (Knut) e Kenya Union of Post Primary Education Teachers (Kuppet), le principali sigle del sindacato docenti, il ministro del Lavoro John Munyes.
“Speriamo che il dialogo possa aiutarci a superare lo stallo attuale e consentire agli studenti di prepararsi in modo adeguato agli esami in vista” ha detto il ministro dell’Istruzione Mutula Kilonzo.
Intanto la protesta, a cui secondo la stampa keniana hanno aderito circa 280.000 insegnanti, è entrata nel terzo giorno, costringendo fuori dalle aule oltre dieci milioni di studenti. Agli insegnanti delle scuole pubbliche – che chiedono incrementi salariali del 300% sulla base di un accordo raggiunto con le autorità nel 1997 e mai messo in pratica – si sono uniti i lettori universitari che incroceranno le braccia a partire da domani.
Agitazioni che segnano l’inizio di un ‘autunno caldo’ secondo la stampa, per cui molti altri settori dell’amministrazione pubblica sarebbero ad un passo dallo sciopero generale. Un clima di tensione che ricorda quello della scorsa primavera quando lo sciopero di diverse settimane del personale medico e paramedico negli ospedali pubblici causò una crisi con conseguenze gravi sull’intero sistema sanitario.
Il tutto, con gli occhi puntati sulla scadenza elettorale del prossimo 4 marzo, quando i cittadini keniani saranno chiamati alle urne per eleggere un nuovo parlamento e presidente della Repubblica. Si tratta del primo voto nazionale dalle elezioni del dicembre 2007, seguite da disordini e violenze costate oltre 1300 morti e centinaia di migliaia di sfollati.
Fonte: MISNA, 05/09/2012

