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Education First: l'impegno dell'ONU per l'istruzione globale
Un impegno da 1,5 miliardi di dollari per rendere l’istruzione una priorità globale. Si chiama «Education First», ed è la nuova iniziativa promossa nell’ambito delle Nazioni Unite volta a incrementare i progressi per questo «Obiettivo di Sviluppo del Millennio».
Ad annunciarlo mercoledì è stato il segretario generale Ban ki-moon in coincidenza di una tavola rotonda ad alto livello organizzata a margine dei lavori della 67 esima Assemblea generale presieduta dal vice segretario generale, Jan Eliasson, che ha visto tra i relatori, la Regina Rania Al-Abdullah di Giordania, e l’intervento di rappresentanti italiani.
Si tratta di una iniziativa «stakeholder», ovvero aperta alla partecipazione di capi di Stato e Ministri, dell’Inviato Speciale del Segretario Generale per l’istruzione globale, Gordon Brown, di capi delle agenzie delle Nazioni Unite, di giovani, di rappresentanti della società civile e dei leader di grandi aziende, in coordinamento principalmente con Unicef e Unesco. «Sono fiducioso e grato per tutti gli impegni presi, a sostegno del progetto «Education First» perché si arrivi alla realizzazione dell’Obiettivo di Sviluppo del Millennio sull’Istruzione», ha detto Ban Ki-moon. «Vogliamo - ha proseguito - che i bambini frequentino la scuola primaria e proseguano il percorso scolastico che li aiuterà ad avere successo nella vita».
Tra i Paesi che hanno deciso di impegnarsi ed intensificare il proprio sostegno al nuovo partenariato globale ci sono Australia, Bangladesh, Brasile, Croazia, Danimarca, Guinea, Sud Africa e Tunisia. Nei prossimi cinque anni «Education First» si concentrerà su tre obiettivi prioritari: consentire l’accesso alle scuole a tutti i bambini, migliorare la qualità di apprendimento e favorire la cittadinanza globale. «Non dobbiamo negare la promessa di un’istruzione di qualità a tutti i bambini. La posta in gioco è troppo alta. Quando l’istruzione viene messa al primo posto si evitano sprechi di talenti, e si costruiscono società più forti e migliori per tutti », ha affermato Ban. E i numeri lo confermano. Secondo il più recente «Rapporto di Monitoraggio Globale» dell’Unesco, alla fine degli anni Novanta, 108 milioni di bambini in età scolare non erano iscritti a scuola. Quel numero oggi è sceso a 61 milioni. Annualmente sono necessari 24 miliardi di dollari, aggiuntivi, per assicurare l’istruzione ai bambini fuori dalla scuola primaria e secondaria inferiore.
Garantire istruzione primaria di qualità a tutti i bambini tuttavia porterebbe a una crescita economica del 2% l’anno nei Paesi a basso reddito. Lo studio ritiene infine che garantire istruzione di qualità a tutti porterebbe a una crescita economica del 2% l’anno nei Paesi a basso reddito. Inoltre se tutti gli alunni nei Paesi in via di sviluppo imparassero a leggere e scrivere, il 12% della popolazione mondiale potrebbe uscire dalla povertà. Un investimento ad altissimo rendimento quindi ogni dollaro dedicato all’istruzione si traduce in una crescita economica di dieci dollari.
Fonte: LaStampa.it, 27/09/2012

