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Il cervello riposa sbattendo le palpebre
Perché spendiamo circa il dieci per cento delle nostre ore di veglia a occhi chiusi sbattendo rapidamente le palpebre molto più spesso di quanto non sembri effettivamente necessario per mantenere gli occhi lubrificati? La risposta arriva da un nuovo studio giapponese che ha dimostrato che il cervello umano utilizza questa parentesi molto breve di chiusura degli occhi per spegnersi e recuperare energia.
Una pausa mentale che può durare da una frazione di secondo a pochi secondi prima che l’attenzione sia completamente riattivata.
Lo studio è stato promosso da un team di ricercatori dell’Osaka University. La ricerca ha scoperto cosa accade durante il blink delle palpebre. Le scansioni effettuate per seguire il flusso e il riflusso del sangue all’interno del cervello hanno rivelato che le regioni cerebrali associate alla concentrazione e all’attenzione risultano momentaneamente “non in linea” in corrispondenza del blink.
In pratica lo sbattere delle palpebre attiva uno stato di stand by, attiva cioè la rete di modalità predefinita del cervello che si prende così una pausa per riposare. Intervalli “rubati” negli attimi in cui la nostra attenzione non è occupata da un compito cognitivo impegnativo come la lettura o il parlare e i nostri pensieri possono vagare liberamente, concedendosi divagazioni riposanti.
La maggior parte di noi prende tra 15 e 20 di questi momenti di inattività al minuto e gli scienziati hanno osservato che la maggior parte di questi attimi avviene in concomitanza con i blink delle palpebre. Un esempio? Mentre guardiamo un film siamo molto più propensi a sbattere le palpebre quando un attore sta per lasciare la scena o quando la fotocamera si sposta per seguire un dialogo.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Pnas.
Fonte: LaStampa.it, 31/12/2012

