- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Laura Alberico
L'Alzheimer nella rete
Per Mylène Anotaux dell'Università francese di Nancy i ragni, invertebrati dalla vita relativamente breve, rappresentano un modello di studio molto utile per la specie umana.
Confrontando tele tessute su strutture identiche da una specie di aracnide comune in Europa, la ricercatrice ha scoperto che le tele dei ragni giovani (di 20 giorni) erano precise e geometriche, mentre quelle dei ragni anziani (dai cinque mesi in su) erano irregolari e piene di buchi. E' quindi possibile, suggerisce Anotaux, che i ragni, come l'uomo, soffrano di degenerazione neurologica che influisce sulle capacità fisiche. Se così fosse, i ragni potrebbero aiutarci a svelare il mistero dell'invecchiamento umano.

