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Perché si impara con più difficoltà invecchiando
Invecchiando il cervello non perde la capacità di acquisire nuove informazioni, ma allenta l’abilità di filtrare ed eliminare le vecchie memorie o i metodi datati. Un processo che rende con il passare del tempo più difficile l’apprendimento.
È il risultato di una ricerca condotta dalla Georgia Health Sciences University coordinata dal neuroscienziato Joe Tsien che ha spiegato in un articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports: «Quando siamo giovani il nostro cervello è in grado di rafforzare alcune connessioni ed indebolirne altre per permettere alle nuove nozioni di fissarsi nella mente».
«Il recettore NMDA nell’ippocampo del cervello - ha ripreso Tsien - agisce come un interruttore per regolare apprendimento e memoria ed opera tramite due sub-unità chiamate NR2A E NR2B. L’ultima è espressa in percentuali maggiori nei bambini e fortifica le connessioni delle sinapsi, ottimizzando i processi di apprendimento e di memoria. Dopo la pubertà aumentano le percentuali dell’NR2A e iniziano a ridursi le “comunicazioni” tra i neuroni. Questo spiega, ad esempio, perché con il passare degli anni apprendere una lingua per bene diventa più complesso: perché si indebolisce quel sistema cerebrale che permette di allentare le vecchie connessioni e di rafforzare le nuove per ri-bilanciare la memoria e fare spazio alle nuove nozioni da apprendere».
Fonte: LaStampa.it, 14/01/2013

