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Il bisturi contro l'autismo
Sembra possibile curare chirurgicamente l’autismo. Grazie ad una sollecitazione cerebrale profonda, alcuni ricercatori tedeschi hanno, infatti, ottenuto dei miglioramenti incoraggianti dei sintomi del disturbo, legati in particolare all’autolesionismo, in un ragazzo di 13 anni.
Aprendo la strada a sperimentazioni cliniche rigorose. L’intervento consiste nel posizionamento di elettrodi in regioni specifiche del cervello che, emettendo leggerissime scosse elettriche, sono in grado di stimolare le cellule circostanti. Nel caso specifico, si è intervenuto a livello dell’amigdala, l’emisfero che si ritiene giochi un ruolo chiave nella gestione della rabbia. Il giovane è stato in grado per la prima volta di stabilire un contatto visivo con i familiari, di prendere parte ad attività quotidiane (per esempio gite in macchina) ed addirittura di giocare. A distanza di qualche settimana dall’operazione, ha pronunciato le sue prime parole: “mamma”, “papa’” e “fame” – in un contesto appropriato. Il suo comportamento in generale, era diventato meno rabbioso ed ansioso, e più aperto alle novità, in modo positivo e curioso.
Fonte: West, 12/02/2013
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