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La dipendenza da tecnogadget è contagiosa

Secondo gli esperti dell’Università del Michigan, l’uso del telefonino è contagioso al pari di un virus che si propaga a gran velocità e a cui è difficile rimanere immuni.
Anche se in quel momento non avevamo intenzione di giocherellarci, controllare le email, gli aggiornamenti su Facebook o cercare un qualcosa su Internet, se vediamo qualcuno che ci è vicino intento a farlo, ecco che scatta l’azione virale del gesto: ci ritroviamo così anche noi a maneggiare il nostro cellulare o smartphone.

Un po’ come per lo sbadiglio, se vogliamo, l’azione del maneggiare il tecnogadget è dunque contagiosa e spesso induce quasi involontariamente a imitare quanto appena visto.
Secondo i ricercatori Michigan, questo gesto imitatorio ha sostituito quello che fino a qualche tempo fa era quello di controllare l’orologio.

Per valutare gli effetti della ormai capillare diffusione di telefonini, smartphone e tablet, gli scienziati hanno osservato il comportamento delle persone per quattro mesi, mentre erano sedute ai tavolini di un bar o tavola calda.
La prima osservazione ha mostrato che, entro i primi 20 minuti in cui le persone si erano sedute al tavolino, controllavano in media il proprio cellulare a intervalli di soli 10 secondi.

«Quello che abbiamo scoperto d’interessante è stato quanto spesso le persone utilizzavano i loro telefoni cellulari – ha spiegato nella nota UM il prof. Daniel Kruger, coautore dello studio – Ogni genere di persona che abbiamo osservato ha usato il proprio telefono almeno una volta, mentre le donne vi dedicavano circa la metà del tempo. Gli individui che vedono gli altri controllare i loro messaggi in arrivo sentono la necessità di controllare i propri».

A conferma di quanto supposto, le persone oggetto dello studio hanno mostrato di prendere in mano il proprio cellulare più spesso se vedevano i proprio compagni o qualcuno che sedeva vicino fare la stessa cosa. In media, i soggetti utilizzavano i cellulari nel 24 per cento delle pause, tuttavia le donne mostravano di essere più soggette al contagio rispetto ai maschi.
La nuova esigenza delle persone pare dunque essere “l’always connect”, sempre in collegamento con amici, parenti, colleghi e il social network preferito anche quando si è in giro o in una pausa di lavoro: un contagio a cui è difficile scampare.

Fonte: LaStampa.it, 03/05/2013