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Quello che non si sa dei padri separati

Che tra padri e figli dopo la separazione dei genitori cali una cortina di silenzio è una verità molto diffusa ma solo in parte scandagliata. I perchè, infatti, sono molti, alcuni dei quali troppo spesso trascurati e che, invece, emergono con forza da un’importante indagine dell’INED.

Vediamoli nell’ordine.

Il muro contro muro tra figli e padri separati è direttamente proporzionale al  livello di istruzione e di reddito del genitore. Tanto è vero che il 46% dei figli di lavoratori dipendenti o non qualificati non vede mai il papà dopo che se n’è andato di casa. Una percentuale che scende al 13% nel caso dei quadri aziendali.

Passando al reddito scopriamo che, mentre il 30% dei figli perde il contatto col genitore se questo ha un salario di non più di €1.000, nella stessa condizione si trova solo l’8% dei ragazzini con un papà che di euro ne guadagna 3.000.

Ma vi sono altre due dimensioni del fenomeno su cui richiamare l’attenzione. La prima è che esiste un rapporto inversamente proporzionale tra la possibilità di dialogo padre-figlio e la loro distanza abitativa. La seconda, non meno importante, riguarda l’età della prole al momento della separazione dei genitori, tanto è vero che 1/4 dei bimbi di età inferiore ai 3 anni al momento della rottura non ha contatti con il papà contro 1/7 di quelli dagli 8 anni in su.

Last, but not least, raggiunta la maggiore età, fine della storia.

Fonte: West, 27/05/2013

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