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Il ritorno del morbillo e di altre malattie

Ogni anno nel mondo, il vaccino riesce a evitare tre milioni di morti, ma alcune infezioni rischiano di riprendere proprio per un calo di attenzione e di fiducia nelle vaccinazioni, a cominciare dal morbillo che, per esempio, in Gran Bretagna ha già fatto registrare 600 casi solo nel primi quattro mesi di quest'anno.

Ma sono stati proprio i positivi risultati delle vaccinazioni che paradossalmente hanno determinato un calo dell'attenzione da parte dei genitori, una minore apprensione e quindi la sensazione di poter fare a meno dei vaccini. Sono le preoccupazioni emerse al Congresso nazionale della Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip), che si è svolto nei giorni scorsi a Roma.

Il pericolo di un ritorno delle malattie infettive, a cominciare dal morbillo, ha quindi indotto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a creare una Commissione "che – spiega Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica della Fondazione Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e presidente della Sitip - controllerà in Europa i programmi di prevenzione con due dosi di vaccino per i nuovi nati, recuperando gli adolescenti e gli adulti suscettibili alla malattia", con l'obiettivo di eradicarla entro il 2015.
"Ogni volta che le coperture vaccinali diminuiscono - avverte Marta Ciofi degli Atti, responsabile dell'Unità di Ricerca esiti e percorsi medico-chirurgici dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù Roma - si rischia che malattie prevenibili ricompaiano. Esperienze di questo tipo si sono verificate non solo per il morbillo, ma anche per la pertosse, la difterite e la poliomielite. Al contrario, l'analisi sul profilo rischio-beneficio dei vaccini è pienamente favorevole».
Da qui l'invito degli specialisti ad adoperarsi affinchè nelle famiglie sia mantenuta alta la fiducia «in questo fondamentale strumento di salute". Anche perchè, ricorda infine Esposito, che è presidente della Commissione dell'Oms per l'eradicazione di morbillo e rosolia congenita, "negli ultimi anni è stata riscontrata una riemergenza pure di altre malattie, come la tubercolosi nei Paesi industrializzati, dove rappresenta ormai il 5% di tutte le patologie"».

Fonte: SanitàNews, 02/10/2013