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Chi ricorda i sogni ha differente attività cerebrale

Ricordare o meno i sogni è una questione di attività cerebrale durante il sonno.  

In particolare, le persone il cui cervello si “riattiva” durante la notte tendono a ricordare meglio i loro sogni, perché il breve stato di “coscienza” legato al risveglio notturno facilita la memorizzazione dei sogni che si stavano vivendo.  A rivelarlo, un gruppo di studiosi del Centro di Ricerche in Neuroscienze di Lione, Francia.  

Gli scienziati hanno anche condotto esperimenti per cercare di individuare le aree del cervello che si comportano in modo diverso fra chi ricorda e chi non ricorda i sogni. I risultati hanno mostrato che in quelli che ricordano i propri sogni era molto attiva spontaneamente la corteccia mediale prefrontale e la giunzione temporo-parietale, aree del cervello coinvolto nell’orientare l’attenzione verso stimoli esterni.  

«Questo - ha spiegato Perrine Ruby, prima firma della ricerca - suggerisce che le persone con migliore reattività agli stimoli esterni si svegliano più facilmente nella notte, in seguito a input ambientali, e quindi il cervello, una volta sveglio, può immagazzinare le informazioni mnemoniche relative ai sogni».

Fonte: LaStampa.it, 19/02/2014