- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Lucia Ambrosi
Identificare una persona attraverso il suo cervello
Lo schema di connessioni cerebrali è unico per ognuno di noi, e potrebbe quindi essere usato per identificare una persona come si fa con le impronte digitali. Lo hanno stabilito Emily Finn e colleghi della Yale University di New Haven, nel Connecticut, in uno studio descritto sulla rivista “Nature Neuroscience”, sulla base di scansioni di risonanza magnetica funzionale, scoprendo inoltre che i profili di connettività sono correlati alle capacità intellettive individuali.
Le ricerche nel campo delle neuroscienze spesso si concentrano sull'analisi di schemi di attivazione cerebrale di diversi gruppi di soggetti in specifici contesti. Il confronto di due o più gruppi tuttavia ignora l'esistenza di differenze individuali nell'attività cerebrale: in uno stesso compito, due persone possono attivare schemi di connessioni diversi.
Ma il profilo di connessioni di una persona è sufficientemente stabile da essere distinguibile da quello di chiunque altro?
Per rispondere, gli autori hanno analizzato le scansioni di risonanza magnetica funzionale di 126 soggetti che hanno partecipato allo Human Connectome Project, un'iniziativa internazionale che raccoglie dati sui circuiti neuronali del cervello umano. Per ciascun soggetto, Finn e colleghi hanno elaborato un profilo di connettività sulla base dei risultati raccolti in sei diverse sessioni di imaging, due delle quali effettuate con il soggetto a riposo e le altre mentre si cimentava in test emotivi, motori, linguistici o di memoria di lavoro.
Dall'analisi è emersa la possibilità d'identificare i soggetti nelle diverse sessioni, il che dimostra l'esistenza di un complessivo profilo di connessione intrinseco a ciascun individuo. Gli schemi di connettività erano distribuiti in tutto il cervello, ma i tratti più caratteristici erano concentrati nelle nei lobi frontali, parietali e temporali, associati al controllo cognitivo.
Gli autori hanno anche scoperto che i profili di connettività erano predittivi del grado d'intelligenza fluida degli stessi soggetti, una misura della capacità di ragionamento e problem solving di fronte a situazioni nuove, indipendentemente dalle conoscenze acquisite.
In definitiva, i risultati dello studio indicano la possibilità d'individuare specifici marcatori di connettività cerebrale che potrebbero essere significativi per pianificare interventi terapeutici o educativi.
Fonte: Le Scienze, 14/10/2015

