- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Flavia Amabile
Riparte la scuola ma su molte cattedre siede un supplente
I primi ragazzi sono entrati nelle aule ma la confusione regna sovrana nelle scuole italiane. Un posto su tre messo a concorso docenti non verrà mai assegnato. Il numero di vincitori è inferiore a quello dei posti messi a bando, come emerge dai dati forniti dal sito Tuttoscuola che sta pubblicando, giorno per giorno, le cifre pubblicate dagli Uffici scolastici regionali.
«Mancano 10 giorni al termine per approvare le graduatorie e procedere alle nomine in ruolo dei vincitori. È trascorso il 93% del tempo disponibile, ma le graduatorie pronte sono solo il 20% (al Centro Italia solo il 6%, il dato peggiore)», è il bilancio aggiornato a ieri pomeriggio. Vuol dire che 1579 posti, uno su tre, nell’arco del triennio non potranno essere assegnati a vincitori. E andranno quindi coperti dai supplenti. Oppure - se ce ne sono - dai docenti della stessa classe di concorso in lista di attesa nelle graduatorie a esaurimento.
Il risultato è che «gli organici hanno seguito rotte quanto meno fantasiose e soprattutto sono stati determinati in modo opinabile. La necessità di sistemare una serie di docenti che, altrimenti, avrebbero dovuto trasferirsi all’altro capo della penisola, ha indotto a dilatare gli organici delle regioni meridionali, zona di provenienza di un gran numero di insegnanti. Così, mentre alla Lombardia che cresce di 5229 alunni si tagliano 227 docenti in organico, i casi più eclatanti sono la scuola primaria e per il sostegno, in altre regioni (Sicilia e Sardegna ad esempio) quasi si raddoppiano i posti dell’organico di sostegno per rendere possibili le assegnazioni provvisorie».
Per non parlare di quelli che hanno accettato un posto ma che per un anno chiederanno l’assegnazione provvisoria in un posto diverso, per loro più vicino e meno costoso.

Fonte: La Stampa, 09/06/2016

