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La fraternità secondo il Presidente Mattarella

mattarellaL’unità, per chi sa interpretarla davvero, si traduce in fraternità verso tutti gli altri, a cominciare da chi ci sta vicino (cosa che fra molte è la più difficile) e senza pregiudizi né barriere perché la fraternità è un valore universale che non ammette confini o distinzioni. […] La fraternità è una categoria politica […]. Delle tre parole chiave che la Rivoluzione francese ha trasmesso alla modernità politica (libertà, uguaglianza e fraternità), questo terzo termine un po’ più indietro, quasi relegato in secondo piano per effetto degli interessi materiali della nostra società, per effetto forse anche del senso comune; ma è, quello della fraternità, un elemento cruciale della convivenza, è veramente un fondamento di civiltà e anche un motore di benessere. Basta riflettere che l’Europa, le relazioni della comunità internazionale, tutte le nostre democrazie hanno bisogno di questo senso di fraternità e, insieme, di suoi interpreti generosi perché senza la fraternità rischiamo di essere esposti al dominio dei soli interessi o delle paure che nascono dai cambiamenti, rischiamo di non avere la forza per superare le diseguaglianze che sono crescenti (per qualche aspetto), per risanare le fratture sociali, per impedire la legge del più forte.

L’altruismo, il dono si confrontano da sempre con l’individualismo, con l’utilitarismo che talvolta appaiono come il metro del successo personale nella vita quotidiana.  […] Ciascuno assuma le proprie responsabilità verso chiunque altro, verso tutti gli altri, a partire dalle generazioni più giovani, sovente più sensibili e disponibili. La vicenda umana, la storia non è un recinto entro il quale ripararsi, rinchiudersi, è una strada all’aperto nella quale poter essere protagonisti.

[…] L’estremismo del dialogo vissuto nella cultura della fiducia: sono due indicazioni preziose perché questo apre la condizione umana e le interrelazioni, copre l’insufficienza di ciascuno nell’incontro con gli altri […]. In realtà, gli uomini e le donne che hanno maggior coraggio sono coloro che avvertono la reciproca interdipendenza, che hanno la pazienza di costruire e la lungimiranza di guardare lontano. Per costruire, appunto, occorre capacità di dialogo, rispetto; occorre anche senso del proprio limite. Bisogna […] cercare le verità presenti negli altri, compresi coloro che non la pensano come noi.

[…] Si può essere forti, molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri, anzi, in realtà, per dirla con sincerità, […] soltanto così si è veramente forti.

Dal discorso del Presidente Mattarella in occasione del centenario della nascita di Chiara Lubich, Trento 25 gennaio 2020
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