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Il mercante di stelle

il mercante di stelleCome recita il titolo di un famoso film italiano del 1953, ‘pane (amore) e fantasia’ sono gli ingredienti del progetto “Il Mercante di Stelle” (The Merchant of Stars), laboratorio ludico-teatrale inserito nell’ambito delle attività di disseminazione promosse dal Festival Cerealia, che in occasione della sua X edizione 2020, sarà dedicato all’educazione alimentare ed ambientale dei giovani dai 6 ai 25 anni.

L’associazione culturale non profit italiana Music Theatre International, in collaborazione con l’ATS proTerra Sancta e il Mosaic Centre ha programmato in Palestina questo laboratorio creativo che, attraverso attività ludico-performative, intende stimolare le capacità espressive dei bambini palestinesi, trasmettere loro competenze utili alla loro crescita individuale e relazionale.

I temi su cui s’incentrerà il lavoro con i bambini sono: amicizia, viaggio, incontro, condivisione, natura / ambiente, cibo / pane … affrontati in modo creativo attraverso le pratiche d’improvvisazione e del movimento espressivo (mimo, uso della maschera, ecc.), attingendo al ricco patrimonio della tradizione teatrale italiana e in particolare della Commedia dell’Arte, integrando anche la danza, la musica e il canto. Per realizzare la performance finale, in cui si esibiranno i bambini partecipanti, fungeranno da tracce giuda le storie mitiche (greco-romane), le favole greco-latine (Esopo e Fedro), racconti popolari e favole palestinesi, il mondo creativo e poetico dello scrittore italiano Gianni Rodari. Il progetto prende il titolo infatti da una filastrocca di Gianni Rodari (1920 – 1980), di cui nel 2020 si celebrano 100 anni dalla nascita. Definito “Il poeta della fantasia”, autore ironico e originale, Gianni Rodari non solo ha divertito generazioni di bambini, ma li ha aiutati a credere nella possibilità di realizzare un mondo migliore denunciando ogni forma di ingiustizia e di sopruso. Le sue storie invitano a guardare la realtà con il filtro della fantasia e a cambiare l’ordine delle cose, per poterle vedere meglio. Rodari ama raccontare avventure fantastiche, mirabolanti e straordinarie. Nelle sue fiabe, racconti e filastrocche, invita i lettori a non cedere alle facili lusinghe dell’omologazione, ma a cercare la propria strada, pur tra difficoltà e inevitabili incomprensioni. I racconti popolari sono storie trasmesse dalle comunità oralmente dalla notte dei tempi. Servivano, come i miti, a dare senso alle domande esistenziali che si sono posti gli esseri umani nelle diverse culture. La scelta di racconti permette di individuare le rappresentazioni di conflitti, che si vogliono affrontare nel gruppo e che riguardano ogni esperienza di maturazione. Le favole hanno, tra le altre funzioni, quella di svelare la realtà sotto l’apparenza (demistificazione), una realtà umana fatta di rapporti fondati generalmente su forza e astuzia. Le favole sono anche scuola di prudenza per la sopravvivenza; scuola di laboriosità, di energia, di tenacia, qualità fondamentali per sopravvivere un una società difficile. La favola esopica in particolare, benché prenda il nome da un “saggio” dell’età ionica, è un genere di letteratura che ha le sue radici fuori dalla Grecia, nel Vicino Oriente.  È dimostrato che la cultura Greca conobbe i primi esempi di questo genere di letteratura nell’età ionica, dalla cultura dell’Asia Minore e che, in quella parte del mondo, le origini risalgono fino ai sumeri, ereditate e continuate dalla cultura babilonese e assira. Infine, ma non da ultimo, l’alimento universale: il pane. Non c'è Paese al mondo nella cui tradizione culinaria non sia presente un tipo di pane. Dalla Mesopotamia alle tavole del mondo, il pane è stato simbolo di cultura, storia e antropologia, fame e ricchezza, guerra e pace. Il pane, alimento fatto di acqua-farina e un po’ di sale (quando presente), porta in sé la storia delle civiltà, divenendo cibo base indispensabile alla sopravvivenza dei popoli. In Palestina il pane ha un ruolo molto importante: è cotto nel forno comune, detto taboon, collocato nello spazio condiviso da diversi nuclei familiari. Le tante tipologie di pane, mai tagliato con il coltello ma ‘strappato con le mani’, sono spesso il piatto sul quale appoggiare i cibi, come già avveniva nell’antichità e ci racconta anche il poeta Virgilio nell’Eneide.   Il laboratorio, rivolto a bambini e bambine palestinesi tra 8 e 12 anni, si svolgerà dall'11 al 18 marzo 2020 nel Bad, sala crociata (XII sec.) con resti bizantini e romani del Mosaic Centre che, grazie a un lavoro lungo e attento di recupero realizzato a partire dal 2014 insieme all’ATS proTerra Sancta e con il contributo della Fondation Assistance Internationale – FAI, contribuisce con le sue attività al miglioramento delle condizioni di vita economiche e culturali della popolazione palestinese a Sebastia, Gerico e Betlemme; aree depresse economicamente ma dalla grande importanza storico-culturale.

Il progetto “Il Mercante di Stelle” si concluderà con due performance pubbliche, in cu saranno protagonisti i bambini, a Sebastìa (Nablus) e Betania (Gerusalemme) il 17 e 18 marzo 2020, con il coinvolgimento dei Municipi di Sebastìa e Nisf Jubeil. La documentazione video-fotografica del progetto sarà presentata a Roma al Festival Cerealia (5-10 giugno 2020).

Le attività di laboratorio saranno coordinate da tre professionisti delle discipline dello spettacolo, con esperienza nella formazione e didattica teatrale anche con bambini e ragazzi: Gerardo Dino Ruggiero, Paola Sarcina, Aziza Essalek. La Music Theatre International ha lanciato una campagna di sostegno al progetto attraverso la piattaforma italiana di crowdfunding Produzioni dal Basso: https://www.produzionidalbasso.com/project/il-mercante-di-stelle/

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