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I disturbi del sonno: le probabili cause e conseguenze

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insonniaIl sonno è un’attività fisiologica estremamente importante per l’essere umano. Solitamente ogni persona passa un terzo della sua vita a dormire e il sonno viene considerato un fattore importante per la sopravvivenza. Infatti, esso svolge un ruolo insostituibile per il mantenimento sia della salute fisica che di quella mentale. Perché il sonno possa produrre i suoi vantaggi è necessario che siano rispettati alcuni parametri, relativi alla qualità, alla quantità e al ritmo di esso. Un ruolo importante sulla qualità e quantità del sonno viene svolto dagli eventi stressanti.

Diverse ricerche hanno dimostrato che gli eventi di vita stressanti possono alterare la qualità del sonno, rendendolo non riposante, o provocando una difficoltà nell’addormentamento. Solitamente, un evento di vita stressante produce delle emozioni negative o una ruminazione cognitiva che incidono pesantemente sia sull’induzione del sonno e sia sulla sua qualità. Sovente i disturbi del sonno possono verificarsi dopo una malattia organica. La letteratura scientifica riporta che nel soggetto che ha avuto un ictus o un infarto del miocardio è frequente una fase d’insonnia dopo l’evento. Nel corso di processi infiammatori nell’individuo possono comparire fasi in cui si ha un’alterazione del ciclo del sonno. Infatti, l’attivazione dell’inflammasoma NLRP 3, che compare in diverse condizioni infiammatorie come, ad esempio, l’osteoartrite, induce la comparsa di disturbi della quantità e qualità del sonno. Molte psicopatologie (sindromi ansiose, disturbi del comportamento alimentare, malattie psicosomatiche, sindromi psicotiche ecc.) causano disturbi sia della durata che della qualità del sonno. La letteratura scientifica finora prodotta evidenzia che i disturbi del sonno si trovano nel 50% dei pazienti che soffrono di tali patologie.

Relativamente alle conseguenze, frequentemente i disturbi del sonno sono stati messi in correlazione con i disturbi del tono dell’umore. In pratica, si ritiene che le criticità del sonno (insonnia, ipersonnia, sonno non riposante, frequenti risvegli notturni) possano riflettersi negativamente sul tono dell’umore del soggetto. Nello specifico, una prolungata privazione di sonno o un sonno di qualità scadente sono oggettivamente considerati dei fattori di rischio per la comparsa di episodi depressivi maggiori e del disturbo bipolare. Quali sono i meccanismi che correlano i disturbi del sonno con i disturbi del tono dell’umore? Allo stato attuale della ricerca scientifica, questi meccanismi non sono ancora noti, anche se non mancano delle ipotesi esplicative. Fra i disturbi dell’umore quelli che sono connessi maggiormente con i disturbi del sonno sono i disturbi bipolari. Alcuni studi hanno ipotizzato che tale correlazione debba essere ricercata in un alterato funzionamento della neuroglia e, nello specifico, nel funzionamento di alcune cellule gliali, quali gli astrociti. In particolare, sembra che vengano meno, in alcune zone della corteccia cerebrale, le funzioni di supporto e di neuroprotezione svolte dalle cellule gliali.

In conclusione, il sonno svolge un ruolo fondamentale per il benessere individuale. Ci sono diverse condizioni cliniche che incidono pesantemente sulla qualità e quantità del sonno, come l’ictus, l’infarto del miocardio, le infiammazioni croniche e le malattie psichiatriche. Inoltre, episodi di vita stressanti possono determinare delle variazioni del sonno. Differenti ricerche hanno dimostrato che esiste una correlazione fra i disturbi del sonno e i disturbi del tono dell’umore.


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 copyright © Educare.it - Anno XX, N. 10, Ottobre 2020
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