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Il cammino di Marcella
Due milioni di passi per liberare la disabilità dall'handicap.
L'idea di questo cammino nasce nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1997, quando in seguito ad un incidente stradale Marcella, una bimba di 8 anni, fu sbalzata dall'auto su cui viaggiava e cadde dal viadotto Piani, lungo l'autostrada A26.
Dopo il lungo volo (circa 28 metri) i soccorritori, anche a causa dell'oscurità, non riuscivano a trovare Marcella. In quei terribili minuti la madre Anna Rastello promise che, se sua figlia fosse stata ritrovata viva, sarebbe andata a piedi a Lourdes.
Nel momento in cui formulava la promessa un medico trovò la bambina e iniziò a sottoporla immediatamente alle prime cure, così da limitare i danni ad una disabilità fisica.
Iniziò così il cammino dell'accettazione della disabilità da parte sia della bimba che dei famigliari. E nello stesso momento la comprensione dell'oggettività della disabilità e della soggettività dell'handicap.
A distanza di anni Anna ha deciso di intraprendere finalmente questo cammino che ha avuto inizio l'8 marzo 2011 da Rossiglione (Ge), luogo dell'incidente, e terminerà a Lourdes il 4 maggio 2011 dopo circa 1300 chilometri percorsi rigorosamente a piedi.
E' un cammino-evento che si dipana lungo strade il più possibile adatte al viaggio lento: quindi strade sterrate, mulattiere e sentieri, percorrendo strade asfaltate solo nel caso in cui non sia possibile trovare soluzioni alternative.
Anna percorrerà l'intero percorso a piedi, così da rappresentare simbolicamente il cammino che inprimis la famiglia, e poi la società intera, deve percorrere per accettare la disabilità di ciascuno senza creare ulteriori barriere (mentali, psicologiche, fisiche e architettoniche) che mettono il portatore di disabilità in una più grave condizione di handicap.
Nel viaggio Anna sarà molto probabilmente accompagnata da un'amica. Potranno unirsi al viaggio, anche soltanto per alcune tappe, persone che condividano il progetto.
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