Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Domande sui comportamenti del nostro bambino

Spettabile Redazione di Educare.it,
siamo una coppia di trentenni, genitori di un bambino di 4 anni e mezzo. Entrambi noi genitori abbiamo un lavoro impegnativo e di responsabilità, ciò nonostante seppure nel poco tempo a disposizione abbiamo sempre cercato di far sentire al ns. bambino il ns. amore ed il ns. interesse per lui.

Siamo una coppia serena, senza problemi e siamo una famiglia molto unita (niente nonni, baby sitter). Il sabato, la domenica e le sere dopo il lavoro, stiamo sempre insieme, cercando di dedicargli tutto il ns. tempo libero. Abbiamo iscritto Giacomo ad una scuola materna a tempo prolungato (dalle 8.30 alle 18.00) ed è stato ammesso da quanto aveva 2 anni e mezzo. La mattina lo porta la mamma e la sera lo va a prendere il papà.

Il bambino è molto vivace, intelligente, allegro, creativo, affettuoso in parole povere un vero e proprio "Vulcano".
I seguenti comportamenti del ns. bambino ci lasciano dubbiosi: sono comuni ad altri bambini ? Sono presenti nel ns. perché esprimono un qualche disagio?

1. Dice quasi sempre di no
2. Vuole diventare grande a tutti i costi (ha poco chiaro il concetto di differenza di età tra lui e noi e fra lui ed i bambini pìù grandi, dichiarando la sua superiorità e vivendo la sua età biologica come una vera e propria frustazione)
3. Dimostra una certa aggressività con scatti di rabbia se gli viene negato o imposto qualcosa
4. A volte è incontenibile, instancabile con una resistenza fisica superiore ad entrambi, anche a turno, messi insieme
5. Una forte riluttanza ad accettare le regole imposte dalla vita in una comunità (es. grembiulino della scuola materna)

Ringraziamo anticipatamente per il cordiale interesse che vorrete dimostrarci.

 

Gentili signori,
proviamo a considerare in modo ravvicinato i comportamenti che vi "lasciano dubbiosi".

Di fronte ad un bimbo che dice "quasi sempre di no" si possono fare tre tipi di considerazioni. La prima, e più comune, è legata allo sviluppo della sua identità, al suo differenziarsi (anche affettivamente) rispetto all'esterno: il "no" potrebbe essere dunque un modo di affermare se stesso, anche se è più tipico in bambini di età inferiore a quella di vostro figlio.

Vale perciò la pena di ipotizzare anche altre spiegazioni. Il "no" di un bimbo potrebbe essere un comportamento appreso da adulti che dicono (a lui) spesso di no: non fare questo, non saltare, non urlare … A sostegno di questa ipotesi potremmo valutare i comportamenti che descrivete al punto 3) ed al punto 5).

Un bambino che viene "gestito" con frequenti negazioni e pochi apprezzamenti, oltre ad apprendere quella modalità comunicativa, può non riuscire a distinguere tra sé ed i suoi comportamenti e perciò vivere i rimproveri come "un'aggressione generalizzata" alla sua identità. Da ciò potrebbe dipendere anche la rabbia e l'aggressività (3) e riluttanza a sottomettersi alle regole (5). Per quest'ultimo comportamento vi potrebbero essere altre spiegazioni, per le quali però sarebbe necessario avere altri elementi; ad es., in generale, un bimbo che è stato cresciuto in modo poco "regolato" facilmente fatica a sottomettersi a delle regole, a "contenersi".

I frequenti "no" potrebbero essere comportamenti-messaggio, e questa è la terza considerazione. L'esasperata contrapposizione del vostro bambino può essere letta come un modo per dirvi che non accetta tutte quelle ore lontano da voi e a suo modo vi rimprovera per questo "abbandono".

Rispetto al desiderio di diventare grande a tutti i costi (2), provate cercare una spiegazione valutando quanto nei limiti che gli imponete introducete la giustificazione "non puoi … perché sei piccolo".

In definitiva, alcuni comportamenti di vostro figlio, pur comuni a molti bambini, potrebbero esprimere un certo disagio. Rispetto alle poche informazioni che ci avete fornito abbiamo avanzato alcune ipotesi che vanno verificate con un'attenta osservazione da parte vostra e delle maestre che passano tante ore con lui.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000