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Separazione

Gentili Signori,
ho trovato il vostro sito tramite un motore di ricerca perché cercavo qualcosa che mi potesse aiutare nel mio problema.

Sono mamma di un bambino che compirà 3 anni a settembre. E un bimbo normalissimo, non ha particolari problemi, se non forse quello di essere a volte troppo aggressivo. Ma non è qui il problema. Io e mio marito, con mio grande dolore, stiamo seriamente parlando di separarci. E io non so come comportarmi con mio figlio. Nel senso che non so come spiegargli la cosa senza traumatizzarlo. Devo dire che tra mio figlio e il padre, nonché mio marito, non c'è un buon rapporto. Mio marito non è riuscito a instaurare un dialogo con il piccolo e spesso è severo con lui.

Certo ci gioca, ma non spesso, anche perché il tempo che ci passa insieme è molto poco. Per contro Alberto (mio figlio) non è molto attaccato al padre, anche se lo cerca quando non lo vede da tempo. Mio marito ha un lavoro come turnista e quindi nostro figlio è abituato a non vederlo in casa né ai pasti né per l'ora che si va a nanna. Il bambino sta tutto il giorno con i miei genitori perché io lavoro. Ha un rapporto splendido con i nonni e "adora" il nonno in maniera assoluta, pur essendo mio padre anche severo quando deve esserlo.

Mi terrorizza il fatto che mio figlio dovrà crescere con i genitori separati perché ho sempre creduto molto nella famiglia ed è per questo che sto cercando un aiuto per rendere la cosa meno traumatica possibile per il mio bambino. Vi ringrazio molto per l'aiuto che vorrete darmi.
Una mamma triste e in pena.

 

Cara mamma,
mi rendo perfettamente conto della sua situazione. La decisione di separarsi non è certo delle più semplici, specialmente quando di mezzo c'è un figlio, come nel vostro caso. Dalla sua lettera non è chiaro quali siano i problemi fra lei e suo marito, né se la separazione sia soltanto un'ipotesi o una decisione definitiva. Per quanto concerne la domanda che lei ha espresso, quella cioè relativa all'eventualità di parlare al suo bambino della vostra situazione, io le consiglierei certamente di metterlo al corrente dei fatti, se effettivamente lei e suo marito doveste scegliere di porre fine al vostro legame coniugale.

Se negli anni '70, quando cioè gli studiosi hanno cominciato a dedicarsi all'analisi degli effetti del divorzio sui figli, si credeva che il divorzio dovesse necessariamente causare indelebili traumi e problemi psicologici sui minori, le nuove posizioni sono assai più attenuate: non è tanto il divorzio quello che mette più a rischio lo sviluppo cognitivo, affettivo ed emotivo dei figli, quanto piuttosto il modo in cui i genitori si separano e vivono la frattura coniugale, e il modo in cui i figli ne risultano coinvolti. Il che significa che minore è la conflittualità fra gli ex- coniugi, più serene sono le relazioni fra tutti i membri del nucleo familiare in via di ristrutturazione (è pur sempre vero che si può porre fine al vincolo coniugale, ma non si finisce mai di essere genitori...), minori sono gli effetti negativi della separazione e più alte le possibilità che i figli ne risentano il meno possibile.

Uno dei problemi maggiori cui vanno incontro i figli è il sentimento di incertezza per la perdita della stabilità familiare, della quale soprattutto a 3 anni i bambini hanno grande bisogno, nonché la paura di perdere legami significativi con una delle due figure genitoriali (sempre più spesso il padre, visto che nel 90 per cento dei casi i figli vengono affidati alla madre). E' importante per suo figlio essere avvisato di ciò che sta accadendo: più lei sarà sincera nel parlare a suo figlio, magari mettendo in evidenza il fatto che lei e suo marito non vi amate più ed è meglio per tutti se scegliete di vivere separati, meglio sarà. Non occorre opprimere suo figlio con particolari troppo dettagliati, ma è importante invece che lei (o voi, se parlare al bambino insieme a suo marito è cosa possibile senza litigare o incorrere in conflitti) chiarisca a suo figlio il fatto che suo padre e sua madre ci saranno sempre, che entrambi gli vorrete sempre bene e che lui potrà parlare e fare domande su ciò che sta accadendo ogni qual volta ne avrà bisogno. Per i bambini è importantissimo poter esprimere tutti i loro dubbi, le paure, la tristezza e i sentimenti spesso contrastanti che accompagnano i cambiamenti che seguono alla separazione.

Ci sono alcuni sintomi tipici che occorrono ai bambini dell'età di suo figlio: angoscia, senso di insicurezza, tristezza, aggressività, desiderio di riconciliare i genitori, sensi di colpa per essere stati la causa dei conflitti dei genitori....molti bambini sperimentano questi sentimenti quando i loro genitori scelgono di separarsi. E' allora importante che i genitori, anche se sono loro stessi coinvolti in stati d'animo simili, facciano il possibile per aiutare i figli ad attenuare le loro sensazioni negative, cercando di chiarire il più possibile il senso degli eventi che accadono. Non mi è chiaro quale sia il rapporto attuale fra lei e suo marito, ma nel caso in cui la situazione dovesse essere altamente conflittuale, vi consiglierei vivamente di rivolgervi ad un centro di mediazione familiare, dove potrete attuare al meglio la vostra separazione (risparmiando notevolmente i costi materiali ed emotivi del divorzio) , prendere accordi ragionevoli e soddisfacenti per entrambi e nell'interesse di vostro figlio, che è il bene che condividete maggiormente. Il fatto che il bambino trascorra molto tempo insieme ai nonni è positivo, ma un bambino dovrebbe sapere anche di avere un padre che lo ama e lo accudisce, anche se il tempo che vi trascorre sarà minore rispetto al passato.

 


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 8, Luglio 2001