- Categoria: Separazione e divorzio
Mia figlia mi punisce!
Spett.le Redazione,
sono una mamma di 34 anni in attesa dell'udienza di separazione con mio marito.
Ho una figlia di cinque anni, che in un certo senso vuole punirmi per aver preso la decisione di separarmi. Mio marito è una persona molto furba e con me è stato anche molto violento sia psicologicamente che fisicamente. Nonostante tutti i suoi difetti è un bravo oratore e comunque capace di ottenere quello che vuole!
In questa attesa, io lascio che mia figlia veda suo padre quando vuole, (anche se lui si approfitta della situazione facendomi ogni sorta di dispetto) solo che ultimamente mia figlia quando torna a casa appena mi vede comincia a sbuffare e non fa che ripetere a suo padre, davanti a me, che si annoia da morire con me e che vuole stare con lui.
Ci tengo a precisare che la mia situazione economica è molto diversa dalla sua, lui vezzeggia nostra figlia con giochi, giocattoli, piscina, cinema, pranzi deliziosi, e come se non bastasse ha deciso di lasciarmi anche un debito che farebbe accapponare la pelle a chiunque.
Quindi lui l'attrae a sé con astuzia, mentre mia figlia in un certo senso mi punisce, perché quando sta con me non fa altro che ripetermi che preferisce stare con suo padre e spesso mi chiede perché io non gli voglio bene!
Sono una mamma disperata, e lo ero anche cinque anni fa quando mio marito ci abbandonava per uscire e fare ritorno quando gli andava. Come devo comportarmi per il bene di mia figlia in una situazione simile?
Una mamma sola.
Gentile signora,
capisco i suoi timori per la non facile situazione in cui si trova ultimamente. La separazione ha sempre costi emotivi - quand'anche non finanziari - piuttosto alti, anche laddove sembra essere la migliore soluzione a problematiche di vecchia data, come è il suo caso.
La dinamica che si è venuta a creare fra lei, suo marito e sua figlia è piuttosto delicata, nonché pericolosa per un sano ed armonioso sviluppo della bambina, che, stando alla sua descrizione dei fatti, verrebbe strumentalizzata per rispondere a rancori di carattere personale che non dovrebbero avere nulla a che fare con lei. Questo è uno dei rischi più comuni, ma anche più insidiosi e malsani, del divorzio. Da quanto lei mi dice capisco che suo marito non ha accettato di buon grado la sua decisione di separarsi, e usa quello che gli rimane, cioè sua figlia, per farle del male, per danneggiare la sua immagine. Il fatto è che questo potrebbe seriamente nuocere a sua figlia, che ha invece bisogno di mantenere saldi i suoi punti di riferimento privilegiati, che sono il padre e la madre, proprio in questo momento di radicale cambiamento dell'assetto familiare.
Sua figlia è probabile che viva una certa paura di essere abbandonata - è comune fra i bambini nelle prime fasi del divorzio - e che abbia quindi più bisogno del solito di essere rassicurata sul fatto che i genitori le vogliono bene come prima e su ciò che sta accadendo fra i suoi genitori: il divorzio è cosa che riguarda i genitori, che hanno deciso di vivere separati perché stanno meglio così, ma questo non intacca il loro bene verso i figli ecc. Di solito i bambini rispondono bene alle spiegazioni chiare, specialmente se sono il risultato di una visione comune dei genitori. Sarebbe importante che suo marito capisse che il bene di sua figlia potrebbe essere compromesso da un atteggiamento nocivo nei confronti della madre.
Per esperienza le dico che raramente le infinite battaglie legali combattute in tribunale lasciano indenni le famiglie: meglio sarebbe se lei consultasse un mediatore familiare, e magari provasse a parlare a suo marito dell'opportunità di consultare insieme un esperto, per il bene della bambina (che è ciò che vi accomuna e più vi sta a cuore). A volte succede che anche i mariti o le mogli più recalcitranti finiscano per accettare di intraprendere questo percorso, che ha come scopo quello di "imparare a separarsi civilmente": cosa che coincide con il fatto che entrambi riescano ad ottenere soluzioni mutualmente soddisfacenti ai conflitti, che questi riguardino l'affidamento dei figli, il calendario delle visite, nonché gli aspetti patrimoniali ed economici della separazione.
Una cosa positiva di questa situazione mi sembra essere il fatto che suo marito si dimostra molto attaccato alla bambina, vista la frequenza con cui passa del tempo con lei. Questo di solito costituisce una buona base per una futura intesa. La cosa più difficile da fare in casi di separazione controversa è lasciare da parte i rancori passati per concentrarsi in modo più fruttuoso sul futuro, che in fondo è l'unica cosa su cui ci è dato di agire.
Io credo che una buona mediazione potrebbe allevare questa situazione un po' pesante in cui si trova, soprattutto per il bene di sua figlia, che è in fondo la persona più delicata dei tre.
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 11, ottobre 2001

