- Categoria: Separazione e divorzio
- Scritto da Federica Benerecetti
Separati in casa
Gentili Consulenti,
sono sposata da sei anni e ho un figlio stupendo di tre anni e dieci mesi. Il problema e che sono separata da mio marito ma non lo sa nessuno. Viviamo nella stessa casa e comincio a pensare che l'unico che lo sa è mio figlio. Lui ha recepito che non può giocare con entrambi i genitori, lui ha recepito che i genitori si odiano, lui ha capito quanto è sfortunato e comincia a pensare e soffrire e secondo me a chiedersi perché debba accadere questo. Io finché ho potuto ho fatto finta che non era così, ma tollerare mio marito è umanamente impossibile e non riesco più a fingere per il bene di mio figlio. Anch'io ora ho dei problemi con me stessa. Cosa mi consigliate per il bambino?
Gentile signora,
come lei giustamente ipotizza, è molto probabile che suo figlio abbia percepito la situazione attuale fra lei e suo marito e che stia mandando chiari segnali di sofferenza in tal senso. Spesso si crede che i bambini, specialmente se piccoli come il suo, non capiscano le dinamiche che intercorrono fra i genitori, ma a torto. Sono invece quasi sempre in prima linea nel captare segni, parole, gesti che delineano problemi fra mamma e papà, nonché i primi a soffrirne. In questi casi, i bambini sono anche coloro che necessitano di spiegazioni chiare che permettano loro di capire cosa sta accadendo nella loro famiglia e perché.
I bimbi in tenera età hanno inconsciamente paura di perdere l'affetto dei loro genitori, che questo si spenga come si è spento nella coppia genitoriale. A volte il silenzio è peggio delle parole chiare ed univoche, perché dà adito ad ambiguità, a speranze che andranno disilluse, alla fuga in un mondo immaginario per scappare dalla realtà che addolora, ma incrementa anche quelle paure e delle angosce che quasi tutti i bambini intimamente nutrono.
Io le consiglierei di fare il più possibile chiarezza nella sua vita sentimentale, magari ricorrendo ad una terapia individuale per scandagliare i problemi che lei potrebbe avere con se stessa. Questo potrebbe rappresentare il primo passo per uscire da una situazione dolorosa, come mi sembra di capire sia il suo matrimonio in questo momento. Suo figlio, se preparato all'eventualità di una separazione e se accompagnato dall'affetto e dalle rassicurazioni di entrambi i genitori a questo passo, capirà e supererà gli ovvii momenti di turbamento che accompagnano ogni separazione. Per un bambino è molto meglio vivere in una famiglia disgregata ma serena piuttosto che essere costretto a sorbirsi tutti i giorni i litigi e i sentimenti di odio ed ostilità che oppongono mamma e papà. Magari, se lei e suo marito doveste decidere di porre fine alla vostra vita comune, potreste ricorrere ad un mediatore familiare che vi aiuti ad accordarvi su come organizzare la vostra vita futura e quella del vostro bimbo, evitando di farvi la guerra nelle aule di un tribunale.
La mediazione familiare, che è un percorso alternativo alla via giudiziaria per la separazione ed il divorzio, rappresenta la soluzione ideale per quei genitori che scelgono sì di separarsi ma che preferiscono evitare, per il bene del proprio figlio ma anche per il loro stesso bene, di scaricarsi addosso rancori ed ostilità, e cercano il più possibile di prendere insieme decisioni ragionevoli e mutualmente soddisfacenti per organizzare la loro vita futura. Nonostante i dissapori che possono opporla a suo marito, voi avete in comune uno splendido bambino a cui entrambi volete molto bene.
Buona fortuna.
copyright © Educare.it - Anno II, Numero 7, Giugno 2002

