- Categoria: Separazione e divorzio
- Scritto da Federica Benerecetti
Separato con bimbo di 15 mesi
E' da alcuni mesi che noto in mio figlio la paura verso le persone di sesso maschile ma massima apertura e fiducia verso il sesso femminile.
Premetto che io lavoro fuori e vedo solo mio figlio due volte al mese e purtroppo come ha deciso il giudice solo due ore al giorno. Il bambino con me non ha problemi viene tranquillamente quando vado a prenderlo dalla mamma, ma come vi ho già accennato sopra quando vede persone di sesso maschile denota un certo timore e vuole che io gli stia vicino, mentre con il sesso femminile ha subito un buon rapporto anche perché è un bimbo molto socievole.
Non so se dipende dall'ambiente in cui vive la mia ex moglie vive con i suoi genitori e suo fratello. Sto cercando di fare di tutto per poterlo vedere di più ma purtroppo la legge italiana e un po' restia nei confronti dei genitori non affidatari dei figli soprattutto quando sono di sesso maschile. Se potete darmi una risposta ne sono grato anche sull'aspetto giuridico se posso appellarmi a qualche cosa per avere più ore mio figlio quando torno da fuori? Grazie.
Caro papà,
innanzitutto mi complimento con Lei per l'impegno che sta mettendo nell'essere presente e partecipe alla crescita del suo bambino. Considerando che uno dei fenomeni più diffusi correlati alla separazione e al divorzio è la perdita o l'allentamento del legame con il genitore non affidatario, è un bene che Lei si prodighi anche per cercare di vedere il più possibile suo figlio.
Purtroppo uno dei limiti più grossi della legislazione italiana in tema di separazione coniugale, oltre ai tempi giudiziari davvero eccessivamente lunghi, è proprio la rigidità dei calendari che regolano le visite e gli incontri con il genitore assente. E già che si debba parlare di "calendario" personalmente mi sembra assurdo, considerando il bisogno che bambini hanno di poter crescere con entrambi i genitori.
Lei tuttavia non specifica che tipo di rapporto ha mantenuto con la sua ex moglie e se lei è disposta o meno a farle vedere di più il bimbo. Data la lunghezza dei tempi nei tribunali, se fosse possibile io Le consiglierei di parlare alla sua ex compagna dell'eventualità di rivedere gli accordi di separazione con l'aiuto di un mediatore familiare. Quando entrambi gli ex coniugi sono disposti a intraprendere un percorso di mediazione familiare, i risultati di solito sono buoni per tutti i soggetti coinvolti, figli compresi.
Perché non ne prova a parlarne con lei?
Nel caso in cui Lei optasse invece per l'iter giudiziario, le chances a sua disposizione dipendono dal tipo di separazione avvenuta (giudiziale? consensuale? conflittuale o relativamente serena?) e da come sono i rapporti con la mamma del bimbo. Ma in questo caso, farebbe bene a rivolgersi al suo avvocato. Altrimenti può contattare associazione come Papà separati o Crescere insieme che hanno fatto dell'affermazione dei diritti e doveri dei genitori non affidatari verso i figli il loro terreno di rivendicazione.
Io sono comunque convinta che la mediazione familiare rappresenti la soluzione più congeniale in questi casi.
Per quanto riguarda la paura che suo figlio manifesterebbe nei confronti delle persone di sesso maschile, non posso darLe una risposta certa, data la scarsità di elementi di cui dispongo.
Il fatto comunque che il bambino sia tranquillo e stia volentieri con Lei pare un buon segno. Ne ha parlato con la madre? Come sono i rapporti che il bimbo ha con il nonno e con lo zio? C'è forse qualche persona di sesso maschile che in passato o nel presente lo ha in qualche modo turbato? La cosa migliore mi pare che Lei affronti questo argomento con la madre, eventualmente sollecitandola a notare quando e come questi timori si manifestano nel bimbo.
Auguri.
copyright © Educare.it - Anno III, Numero 11, ottobre 2003

