Stop the genocide poster

Un papà lontano

Sono una mamma separata dal 2002, con un bambino di quasi tre anni. Il suo papà è straniero quindi dopo la separazione è tornato al suo Paese, perciò il mio bimbo non vede il suo papà da quando aveva 16 mesi. Io lavoro tutto il giorno, per cui il bimbo va all'asilo nido e dai nonni tre pomeriggi alla settimana fino alle 21.00, pertanto il tempo che trascorro con lui è veramente limitato, a parte i periodi di vacanza.
Considerata la lontananza, sente questo "anonimo" padre una volta al mese circa, telefonicamente.
Da quando il padre è per così dire "sparito" ho mantenuto tutto come prima in casa, ovvero le solite fotografie appese di noi tre e di lui in braccio al suo papà.
Premetto che non ho mai fatto nulla per nascondere al bimbo il suo papà anzi cerco spesso di ricordargli che il suo vero papà è lontano e che gli vuole molto bene, etc... . Per fortuna in famiglia c'è un mio fratello al quale lui è molto attaccato e molto presente, nel senso che passa con lui almeno tre/quattro pomeriggi alla settimana.

Siccome il bimbo cresce ed è in età prescolare, ho forti dubbi se continuare a mantenere un rapporto con il padre "fantasma". So che il bambino dovrebbe, ad esempio, passare del tempo con il vero padre, ma quando?
Sto cercando di accumulare una certa cifra per poter far si di portarlo in vacanza dal padre, visto che egli non ha possibilità di raggiungerlo qui; viaggio molto oneroso e non so se riuscirò ad affrontarlo.
Ma farò il bene del bambino o rischierei di danneggiare la sua apparente serenità?
Dico apparente perché agli occhi di tutti e soprattutto miei lo è anche se talvolta noto, ai giardini, alle feste di compleanno, che tende ad attaccarsi ai papà dei suoi amichetti ed i miei amici maschi ..... dovrei forse preoccuparmi? come comportarmi con lui?
Come sopperire a questa mancanza di figura paterna nell'ambito familiare?
Vorrei riuscire nell'intento di non farlo crescere con un senso di rabbia nei confronti miei, del padre e di se stesso per questa mancanza...... Vi prego aiutatemi, spiegatemi come parlare con il bimbo, come rapportarmi...... è un bimbo molto amato da tutta la mia famiglia, zio, nonni, cuginette.... ma la parte più importante del padre non è tangibile per lui ed io ho sempre più paura per il suo equilibrio psichico.

Vi prego, inoltre, di spiegarmi quali possono essere i comportamenti, le azioni, le manifestazioni di un bambino che soffre per la mancanza della figura di un genitore.
Vi ringrazio davvero di tutto cuore per l'aiuto ed i consigli che mi potrete dare.
Una mamma sola e confusa.

 

Carissima mamma,
mi permetto di consigliarle un libro: si intitola "Figli sereni di amori smarriti", di Donata Francescato. Vi potrà trovare numerosi esempi di figli di famiglie un po' anomale (ma oggigiorno neppure troppo, vista l'elevata percentuale di separazioni e divorzi anche nel nostro paese) che sono cresciuti in modo sano ed equilibrato nonostante le turbolenti vicende dei genitori.
Non le dico questo per minimizzare un problema che evidentemente esiste, cioè la lontananza della figura paterna, ma per stimolare lei ed il suo amato bambino a vivere con la massima serenità possibile una realtà di fatto.
Prima di tutto è molto apprezzabile che lei parli al bimbo in modo premuroso e privo di attrito del suo vero papà, così come è molto bello che lei stia risparmiando denaro per far sì che suo figlio possa passare un po' di tempo con il babbo. Credo che sia giusto e legittimo, per entrambi.
Mi pare quindi di capire che anche il babbo intende mantenere questo rapporto, nonostante la distanza.

Onestamente non mi sentirei proprio di consigliarle di recidere questo legame, piuttosto vedrei di fare quanto è possibile per far sì che gli incontri abbiano una certa regolarità. Il padre potrebbe per esempio scrivere delle lettere al bimbo, mandare delle fotografie, dei regalini, insomma, manifestare la sua presenza con le dovute rassicurazioni sul suo affetto. Il bimbo ne ha molto bisogno. Ha cioè bisogno di sapere e di essere rassicurato del fatto che il babbo non è scappato, non lo ha abbandonato, non lo ha rifiutato, ma è lontano per ragioni precise e che non hanno nulla a che fare con lui.

E' altresì normale che suo figlio ogni tanto manifesti un certo smarrimento per questa lontananza, soprattutto quando vede i padri dei suoi amichetti.
All'età di suo figlio iniziano anche i confronti con gli amichetti e con i compagni di gioco.
Un bambino ha assolutamente bisogno di una figura maschile che sia per lui un punto di riferimento per lo sviluppo della sua identità, ed in tal senso è più che positivo che il bimbo abbia instaurato questo ottimo rapporto con lo zio. Direi che il legame con lo zio potrebbe essere davvero fondamentale per il bambino. Che, del resto, da come lo descrive, sembrerebbe vivere tutto sommato molto serenamente anche le "ammaccature" della sua un po' anomala famiglia.
Le faccio i miei migliori auguri.

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 4, marzo 2004