Stop the genocide poster

Violenze verbali

Sono sposata da 8 anni con un uomo all'apparenza mite, ma che in privato si rivela aggressivo solo verbalmente, per ora, in cui minaccia, con parole anche di sfondo sessuale sia me che mia figlia di sei anni.

Ora sia io che i miei parenti si vive nella paura che passi ai "fatti", quindi intendo separarmi cercando il modo di tutelare mia figlia da una persona che ritengo psicologicamente instabile.

Gent.ma dott.ssa prima di rivolgermi direttamente ad avvocati crede di potermi esser d'aiuto per un consiglio?

La ringrazio vivamente. Cordialità.

 

Gent.ma Signora,
ho letto con attenzione il Suo scritto e la Sua richiesta e mi sembra si tratti di una situazione complessa e delicata della quale, tuttavia, vengono riportati pochi elementi, non sufficienti a comprendere il reale problema.
Lei riferisce degli atteggiamenti aggressivi e minacciosi di Suo marito ed esprime l'intenzione di separarsi, rivolgendosi ad un Avvocato, per poter tutelare Sua figlia da questa persona.

Ora, limitandomi a queste Sue informazioni, posso ipotizzare che la situazione sia per Lei preoccupante, determini ansia e un desiderio di potere giungere a veloci soluzioni. Il fatto di avere scritto per richiedere un parere può però significare che per Lei sia difficile affrontare da sola questo momento, per il quale sarebbe necessario un accompagnamento, non solo giuridico, ma finalizzato ad un approfondimento, ad una maggiore comprensione e ad un sostegno, sempre nel rispetto delle Sue decisioni.

Lei parla infatti di volersi separare per tutelare la bambina. Sarebbe importante capire da che cosa desidera "tutelare" Sua figlia e in che modo, tenendo presente che la separazione in sé, pur modificando le relazioni di coppia, le abitudini familiari e le modalità di rapporto con i figli, non mette in discussione la genitorialità e così il diritto/dovere di entrambi i genitori di occuparsi dei propri figli, di vederli, di trascorrere tempo con loro e di provvedere alla loro crescita ed educazione.

Questo significa che anche separandosi, il padre potrà vedere la bambina, tenerla con sé ed occuparsi di lei secondo Vostri accordi o le disposizioni del Giudice. A meno che non esista una situazione di forte rischio o pericolo per il figlio, che richiede allora di essere sottoposta ad un'Autorità Giudiziaria competente (di solito il Tribunale per i Minorenni) la quale si assume la responsabilità di decidere nell'interesse del bambino.

Specifico questo concetto perché mi capita spesso di incontrare persone o coppie con figli fortemente in conflitto tra di loro che credono o hanno creduto di poter risolvere le loro difficoltà attraverso la separazione giuridica (formale) senza essersi davvero "separati dentro", senza, cioè, aver elaborato questa scelta ed essere riusciti a distinguere la loro posizione adulta e di coppia da quella di genitori. E succede così che rabbie, delusioni, sofferenze e recriminazioni personali e della coppia vengono riversate sui figli e rischiano di innescare una spirale infinita di incomprensioni e di dolore, più o meno riconosciuti, dannosi per tutte le parti coinvolte.

Ogni separazione, infatti, seppur liberatoria da modalità di rapporto difficili e spesso necessaria per l'equilibrio delle persone, è un processo lungo e faticoso e che richiede mediazioni, specie in presenza di figli, che se affrontato e maturato è anche occasione di crescita e di evoluzione.

Non vorrei spaventarla, cara Signora; credo anzi che il disagio di cui parla non vada assolutamente trascurato e che anche una Sua scelta di separarsi vada accompagnata, a maggior ragione se è voluta principalmente da Lei.

Inoltre è importante distinguere la separazione dalla tutela, perché sono diverse e seguono strade differenti. A tal proposito sarebbe importante comprendere se Lei ha già attivato richieste di aiuto (definisce suo marito "psicologicamente instabile"): si è già rivolta a qualche specialista (Psicologo o Psichiatra) o a qualche Servizio? E' una situazione di difficoltà recente o si protrae da tanto tempo? Si è manifestata improvvisamente o anche in precedenza? E' riuscita a parlarne con Suo marito? Ha pensato ad un aiuto da soli o in coppia?

Il mio consiglio è di affrontare quanto Le sta accadendo con l'aiuto di persone competenti con cui percorrere il cammino che Le si presenterà davanti ed utili al chiarimento. Potrebbe rivolgersi al Consultorio Familiare della Sua zona di residenza, per quanto riguarda il settore pubblico, oppure ad uno specialista privato (Psicologo). L'Avvocato la potrà eventualmente aiutare nell'iter per la separazione e per la definizione dei Suoi diritti a livello giuridico.

La saluto cordialmente e Le rinnovo la mia disponibilità ad ulteriori approfondimenti.

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 12, Novembre 2004.