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Separazione ed identità sessuale

Gentilissima Dr.ssa,

ho già letto la risposta che ha dato a dei genitori con cui condivido la preoccupazione della scelta da parte di mio figlio di 5 anni, dei giochi... infatti anche mio figlio preferisce pettinarmi o le barbi. In verità gioca anche col trenino, i pelusce.. All'asilo, dicono le maestre che preferisce la compagnia di alcune femminucce.. in particolare una e conseguentemente le sue amichette.

Siccome io sono separata mi pongo maggiormente questo problema soprattutto per quanto riguarda l'identificazione nel padre.. che è molto molto assente.. Ho un compagno ma non viviamo assieme per ora..si trascorrono i week-end. Ho notato dei cambiamenti per il fatto che abbiamo trascorso le vacanze insieme.. in meglio.. ma al ritorno si sa tutto torna alla normalità.

In breve nonostante i miei sforzi e devo dire rimproveri (perchè anche se sbaglio, la frustrazione di vedere mio figlio comportarsi da femmina mi porta a ricordargli che non lo è) crede che possa davvero una condizione non voluta e difficilmente diversa condizionare l'identità sessuale del bambino?

 

Gentilissima signora,

un conto è quello che credo io e un conto è quello che poi in realtà accade : nel senso che io posso anche apportarle le migliori spiegazioni "scientifiche" tratte dalla letteratura più aggiornata sull'argomento, ma in realtà una cosa così delicata come l'identità di genere e l'orientamento sessuale di una persona non possono veramente essere dati solamente da un insieme di fattori interni ed esterni che si vengono a combinare. Se è vero, cioè, ad esempio, che ad un bimbo manca un'adeguata esperienza della figura maschile (dato esterno), bisogna sempre vedere come questa cosa viene recepita dalla sua individualità (dato interno). Uno dei più recenti concetti in proposito, appunto , l'IDENTITA' DI GENERE, lascia proprio intravedere e nobilitare quelle che sono le predisposizioni naturali di ciascuno, naturali quindi spontanee, non provocate da qualsiasi condizionamento, casomai solo rafforzabili da questo.

Io credo che il discorso sia anche un altro : quello di riuscire a distinguere, specialmente quando si è genitori, la PERSONA dalle sue AZIONI e SCELTE. Questo perché i figli meritano dai propri genitori (e più piccoli sono e più è vero) , un AMORE INCONDIZIONATO.
Ciò non significa assolutamente assecondarli in tutto, come si dice comunemente "viziarli", senza mai porli di fronte a regole, frustrazioni ed ostacoli; significa invece porre attenzione ed operare sempre nell'intenzione di preservare la loro IDENTITA' PROFONDA, quello che sono come persone, i loro diritti, e la loro unica, speciale e irripetibile identità. Un dato che non c'entra niente con chi decidono di sposare, col lavoro che sceglieranno, o il colore che preferiscono: noi potremo anche non approvare, dispiacerci e comunicarlo loro, ma amarli ed essere contenti della loro esistenza ed unicità al mondo, questo sì.

Sa, io ho delle esperienze particolari che mi rendono ferma in queste convinzioni: da anni ormai, e spero di continuare ancora per molto, mi occupo di soggetti (termine brutto ma generale) affetti da una particolare malattia cronica, che va curata sia con dei farmaci ma anche con un corretto stile di vita.
Sapesse quanti momenti di confusione vedo attraversare a questi genitori e ai loro figli solo per il dolore di non veder procedere per il meglio il bilancio della loro salute: i bambini e i ragazzi cominciano a non curarsi per far dispetto ai genitori, rimettendoci nella LORO salute e pagando in infelicità, e i genitori che stanno sempre con la testa su quel figlio lì, trascurando e sottovalutando le sofferenze dei loro altri figli che tanto "non hanno niente che non vada", pagando in infelicità.
Cosa hanno in comune queste due platee ? L'INFELICITA', appunto.

Eppure mi creda: di nessuno abbiamo bisogno più della nostra casa e dell'approvazione di essa, dove trovare comunque accoglienza, accettazione e calore. Il mondo e le scelte esterni, poi, si possono sempre costruire.
A questo punto, allora, cosa vuole che conti una malattia, un orientamento sessuale non ortodosso (e meno male che i sessi sono solo due) quando questi possono arrivare ad annebbiare la splendida realtà ed opportunità di essere arricchiti da un figlio? Noi dobbiamo proteggerli dalle scelte che li possono far soffrire, non da quelle che sono per loro naturali.

Mi perdoni, cara signora, perché mi rendo conto di averle fatto una sorta di paternale: la sua domanda invece è tipica di una madre preoccupata per amore del proprio figlio, perché per lui vuole il meglio. Però non lo rimproveri, perché in questo campo non potrà mai "correggerlo", se non portandolo a sentirsi infelice fingendo. Piuttosto lo osservi ed ampli gli stimoli che gli dà: ma sarà sempre lui a scegliere, e senza nessuna colpa.
Una recente canzone recita: "OGNI VITA MERITA LE ALI". ..anche se pettina le Barbie oltre a giocare col trenino, per il momento.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 1, Dicembre 2004.