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Bimba di 13 mesi e separazione

Buongiorno, ho 34 anni e poco più di due anni fa ho conosciuto un uomo che fin dall'inizio sembrava aver avuto un colpo di fulmine nei miei confronti. Nonostante qualche mia perplessità sulle modalità 'esagerate' di questo interesse abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente nei week-end (lui vive in un'altra città a 80 chilometri). Dal punto di vista fisico l'assenza di rapporti completi, giustificata da lui con la versione di generica di problemi di impotenza, era compensata da una grande tenerezza ed è stata da me sottovalutata e ritenuta temporanea, dal momento che era già stato sposato.

In uno dei pochissimi rapporti completi avuti (alquanto esitanti) è stata concepita una meravigliosa bambina che oggi ha tredici mesi. Lui, alla notizia, si è comportato come il migliore degli uomini, mostrandosi felicissimo della situazione e colmandomi di attenzioni e premure. Tutto appariva perfetto, tranne il discorso sessuale che era completamente inesistente.

Dopo la nascita della bimba, e protraendosi questa situazione, casualmente ho scoperto che lui passava nottate e (lavoro permettendo) pomeriggi su internet in chat e siti a sfondo masochista e che questa 'abitudine' esisteva già da quando ci eravamo conosciuti, senza soluzione di continuità.

Messo davanti alla situazione, lui ha detto non ha mai messo in pratica queste fantasie e di voler affrontare e risolvere il problema.

Ora io mi trovo di fronte a una serie di interrogativi:
- se la situazione rimane immutata, con la nostra conseguente separazione, sarebbe comunque positivo per la bimba continuare a vedere il padre (premesso che lei lo ha finora visto solo nei weekend e durante le ferie) o è opportuno tagliare completamente i ponti? Che cosa dire alla bimba al momento opportuno sulla assenza del padre?
- sempre considerando la attuale frequentazione non contituativa con il padre, a che conseguenze si può andare incontro rimandando di qualche mese la decisione 'definitiva' di dividere le nostre strade?

 

Gentile signora,

le propongo alcuni spunti di riflessione per cercare alcune strade percorribili agli interrogativi che lei pone.
Innanzitutto vorrei provare con lei a inquadrare meglio il rapporto di coppia: lei caratterizza questa persona come un uomo che ha dimostrato nei suoi confronti un atteggiamento generale di tenerezza, fatta di attenzioni e premure che, purtroppo, sono caduti immediatamente nell'ombra dopo la scoperta che abitudinariamente trascorre delle ore in solitudine chattando e visitando siti a carattere sessuale-masochista.
Si può ipotizzare che effettivamente sia una persona con qualche disagio personale e relazionale: un disagio personale, che può manifestarsi con insicurezze, ansia, scarsa autostima, ...e un disagio relazionale, che nel rapporto con gli altri e, ancora di più nel rapporto di coppia, può caratterizzarsi con paura dell'intimità, paura del giudizio degli altri, passività, dipendenza, difficoltà a comunicare e gestire i conflitti, ecc.

Naturalmente, le ragioni di queste difficoltà hanno origini più lontane nel tempo, probabilmente in esperienze familiari e sociali poco felici o inadeguate, mai sufficientemente affrontate o di cui non è consapevole. Di pari passo, lui stesso ammette che, da molto tempo, è vittima di questa forma di dipendenza. Un segnale positivo è, dal mio punto di vista, che ha ammesso e riconosciuto che esista il problema, di volerlo affrontare e risolvere: in questo lavoro lungo e paziente, va incoraggiato e sostenuto. Sia molto ferma nel non concedere eventuali scuse: "ci devo pensare", "non so a chi rivolgermi" "non posso perché lavoro tutto il giorno" ecc. Sono comprensibili sentimenti di paura o vergogna, ma un buon percorso con uno psicologo esperto in tematiche sessuali, può davvero aiutarlo a prendere coscienza delle difficoltà con cui convive da tempo, cui si è magari abituato, ma che lo hanno reso dipendente e gli impediscono di costruire una sana vita di coppia.

Non mi è del tutto chiaro se la vostra separazione dipenda dalla volontà o meno del suo compagno di farsi aiutare e di interrompere l'abitudine a chattare o se sia già stata presa la decisione definitiva. Potrebbe essere funzionale per il vostro rapporto una separazione momentanea, che aiuti a verificare la tenuta del rapporto e la volontà quindi di cercare un aiuto esterno. Ha fatto una scoperta che l'ha sconvolta e, quindi, mi sembra che il fatto di darsi un po' di tempo per riuscire a mettere i tasselli al posto giusto, sia una buona soluzione. Vi conoscete, tutto sommato, da poco tempo, concentrando i vostri incontri prevalentemente nei fine settimana e questo mi fa pensare che, oggettivamente, non ci sia stata una modalità approfondita per conoscervi e individuare eventuali difficoltà: ci sono stati altri momenti di tensione o avete litigato solo per questo motivo? Avete rapporti con le reciproche famiglie d'origine? Come gestite economicamente le spese per la bambina? Vi trovate in sintonia sulle principali linee educative?

Per quanto riguarda la bambina e le frequentazioni del papà, mi sembra del tutto naturale che possano mantenere il loro rapporto, che, tra l'altro, mi pare di capire, è sempre stato limitato ai fine settimana e nelle ferie concordate (cioè la bambina vede già in modo naturale che papà fisicamente non c'è tutti i giorni), soprattutto se il papà si è sempre comportato correttamente. Chieda semplicemente, anche data l'età della bambina, di poter essere presente, con molto buon senso, non per fare la "guardiana", ma per facilitare la bambina nella comprensione della sua situazione familiare.
Le consiglio prima di fare chiarezza a sè stessa riguardo il vostro rapporto di coppia e poi, di conseguenza, le verrà naturale parlare alla bambina dei motivi per cui papà è lontano, pur rassicurandola sempre molto del vostro affetto e dandole continuamente dei punti di riferimento chiari.

 


copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 4, Marzo 2006

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