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  • Categoria: Editoriali

Bambini in scatola

Al supermercato della società troviamo un nuovo prodotto sugli scaffali: il Bambino in scatola. Abbiamo rinchiuso i nostri figli nei luoghi più bizzarri. Innanzitutto le case, scatole di pietra dove non si sente il vento, al riparo dalla pioggia, dal sole, dall’estraneo. Soprattutto da quello, che è l’uomo nero. Il diverso deve stare fuori… noi dentro, al sicuro.

La questione è di antica data e risale a milioni di anni fa quando l’uomo decide di ripararsi nelle caverne; oggi la nostra casa è l’ultimo esito dell’evoluzione. Ma la caverna aveva un lato aperto che oltre ad essere l’ingresso era il posto del fuoco, l’allarme che proteggeva dagli animali e la magia che si consuma nella notte. Oggi le finestre e le porte sono sempre più piccole e sbarrate, perché ognuno ha gli animali che si merita e il fuoco è stato progressivamente sostituito con il caminetto il quale, a sua volta, ha prodotto il televisore. Un’altra scatola.
La casa dei nostri figli è una scatola cinese , dentro c’è il televisore scatola magica per eccellenza, dove i sogni sono a portata di telecomando (una scatoletta). Sembra strano, ma proprio la Tv ha sostituito il caminetto e infatti come il caminetto si deve "accendere e spegnere" azioni riferite più al fuoco che ad un elettrodomestico. Ma il caminetto era un qualcosa di aperto in comunicazione con l’esterno e da lì scendevano i regali della Befana. "Anche per la Tv è la stessa cosa, c’è il contatto con il modo…" direte voi. Già, proprio la stessa cosa, un mondo a portata di mano e regali e dolci e merende a più non posso!
Mi chiedo se la diversità della mia infanzia si possa in qualche modo misurare con la quantità di scatole con cui sono venuto in contatto quando ero bambino.


Sempre più spesso oggi i neonati vengono allattati artificialmente (dal seno la biberon, una nuova scatola), l’infanzia oggi viaggia in scatole di metallo quali l’automobile, il pullman, l’aereo, e naviga in Internet con il computer. Nuova scatola per un improbabile mare. Il PC - totem da adorare - tende sempre più ad attivare i cinque sensi se è vero, come si legge da più parti, che fra un po’, via Internet, sentiremo profumi su ordinazione, gusteremo sapori, ordineremo mezz’ore di maestrale o di scirocco. Quest’estate ho riletto un libro straordinario: "Il mare verticale" di Giorgio Saviane. Il racconto narra la Storia dell’Uomo e inizia quando l’uomo, dopo aver conquistato la posizione eretta, ha visto per la prima volta l’orizzonte nel punto dove il mare si confonde con il cielo. L’uomo in quel momento deve aver pensato che il mare saliva nel cielo. Un mare verticale.
Temo che in milioni di anni abbiamo fatto pochi passi in avanti, siamo infatti ritornati a quel punto: i nostri figli hanno sul tavolo davanti a loro il mare verticale di Internet. Una nuova illusione.
Poco mi consolano le parole di sociologi, pedagogisti, psichiatri che mi confortano sul fatto che la cosa importante è il percorso che ha fatto l’Uomo per arrivare fin qui.
Scrivendo queste righe mi sovviene come spesso alla sera abbia voglia di una passeggiata, una voglia di vento che mi coglie di sorpresa e che soddisfo a braccetto con la moglie. Riprovo così le stesse sensazioni di quando, bambino, uscivo nel cortile di casa per giocare: "fuori dalle scatole!" qualche volta mi diceva mio padre…
I nostri figli a quarant’anni, la sera, stanchi del lavoro di cosa avranno nostalgia? Della scatola in cui li abbiamo rinchiusi? Della vecchia televisione a colori a due sole dimensioni? Cosa dirò loro per ammonirli: "Dentro nella scatola!".
C’è da temere, visto che io oltre che del "fuori dalle scatole" a volte provo nostalgia della radio e della Tv in bianco e nero (per cambiare canale bisognava alzarsi e premere con la mano un bottone).
In questo scenario la speranza è che i nostri figli riescano a rompere le scatole, vincendo le nostre resistenze, per vivere la vita in modo autentico e fisico. Oltre ogni virtualità.


L'Autore: Andrea Ciresola è restauratore e conservatore di opere d'arte. Da anni si dedica allo studio ed alla diffusione delle tecniche che permettono di creare fiabe per i più piccoli. In questa veste collabora con le scuole materne e le scuole elementari, lavorando a stretto contatto con i bambini. Cultore e lettore di testi per l'infanzia, ha pubblicato filastrocche, fiabe e poesie.


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 11, Ottobre 2001