- Categoria: Editoriali
- Scritto da Luciano Pasqualotto
La grande abbuffata
Le feste natalizie sono per molti versi il tempo degli eccessi. Lo sanno bene gli adulti, che affrontano le inevitabili fatiche gastronomiche con epicurea rassegnazione, proponendosi fin d'ora di rimettersi in forma non appena smessi lustrini ed addobbi.
Ma anche per i bambini questo è il tempo delle grandi abbuffate. E non solo di cibo.
Pensiamo ai giocattoli: in tutte le famiglie che se lo possono permettere (grazie anche a tredicesima ed altre gratifiche) Santa Lucia, Babbo Natale, la Befana e persino Gesù Bambino sono motivo di regali ai più piccoli.
Così, per piacere o per circostanza, genitori, nonni, zii ed altri parenti corrono ad acquistare ogni genere di trastulli, a cominciare dai giocattoli più reclamizzati e, spesso, più costosi.
Perciò non è raro che, sul camino o sotto l'albero di natale, un bimbo trovi due, tre, quattro, persino cinque regali per sé; con il rischio di "saltare" da un pacco all'altro senza apprezzare veramente ciò che ha ricevuto in dono, magari per finire con una lamentela : "ma io avevo chiesto …".
E' indubbio che diventi sempre più difficile far un regalo ad un bambino: perché ne riceve spesso, e non solo nelle occasioni di rito, cosicché non gli manca niente; perché ci chiede quelle cose che vede alla TV e che magari non ci convincono o, peggio, non ci piacciono; perché quel gioco che avevamo in mente glielo regalano già i nonni …
In questo affatto idilliaco quadretto, che fare?
Innanzitutto val la pena di tentare un "concordato" con chi fa i regali. Se non è possibile chiedere a nonni e zii di astenersi dagli acquisti di rito, papà e mamma potrebbero riservarsi di posticipare ad altra occasione il loro dono, senza lasciarsi pervadere dagli immancabili sensi di colpa. Almeno si potrebbe fare in modo che i regali non arrivino tutti nello stesso momento, cosicché ai bambini sia risparmiata "la grande abbuffata", che diventa consumo senza piacere profondo.
Nella scelta dei giochi val la pena di orientarsi su ciò che piace davvero ai bambini cui sono destinati, non perché li hanno individuati tra i réclame pubblicitari ma perché riteniamo, da educatori attenti, che possano interessarli davvero. Se ci cogliesse la smania, visto che è Natale, di fare il regalo importante impariamo a chiederci: "importante per chi?".
Scegliamo quindi balocchi che abbiano un effetto novità prolungato, che consentano al bambino di interagire. Ai più piccoli piacciono giocattoli che permettono di "far finta", consentendo loro un approccio per analogia a realtà che non conoscono direttamente. E' attraverso questa modalità di conoscenza che si comincia ad affrontare il mondo, combattendo contro minacce e paure sconosciute. Perciò non escludiamo a priori spade e pistole di plastica, con l'avvertenza che non diventino strumenti per aggredire fratellini o altri compagni di giochi.
A partire dall'età scolare diventano gradualmente più adatti regali che permettono l'esercizio di abilità motorie e cognitive: ai più grandicelli piace, in genere, misurarsi con giocattoli che richiedono impegno e, perché no, creatività.
I nostri figli, più fragili ed esposti di noi alle lusinghe degli scaffali ricolmi e sfavillanti degli ipermercati, ci chiedono - anche in queste belle occasioni - di aiutarli a crescere bene.
Buon Natale !

