- Categoria: Editoriali
- Scritto da Luciano Pasqualotto
Urge un nuovo futuro
Iniziare un anno al suono lugubre della guerra non è di buon auspicio. Ancor meno se il 2009 nasce già segnato da una crisi economica che travolge il castello di convinzioni su cui, negli ultimi decenni, sono cresciute le società occidentali e, complice la globalizzazione, anche i Paesi del terzo mondo. Questa nuova guerra ci spinge verso un baratro che, dopo Afganistan ed Iraq, si è fatto pericolosamente vicino, ingigantito dalla paura degli opulenti e dalla disperazione dei miseri: si intravvede lo scontro di civiltà, che potrebbe deflagare non più in Paesi lontani ma ora all’interno delle nostre città, così inevitabilmente multietniche. Lo sconosciuto rischierebbe, allora, di diventare un nemico, lo straniero un terrorista, contro ogni razionalità e nonostante i comandamenti biblici.
C’è urgente bisogno di rinnovamento, un cambiamento profondo, capace di portaci oltre lo smarrimento dell’incertezza e della paura. Questo compito spetta, prima di ogni altro, agli educatori ed agli artisti. Genitori ed insegnanti, religiosi ed animatori, allenatori sportivi e educatori informali non possono esimersi dall’impegno diretto e concreto di costruire la pace in ogni luogo e a tutti i livelli: attraverso l’educazione alla solidarietà, al rispetto delle differenze, alla gentilezza; mediante pratiche di accoglienza ed esempi di soluzione non violenta delle divergenze e dei piccoli conflitti della vita quotidiana. In momenti come questi, inoltre, occorre prendere posizione, sensibilizzare le coscienze, far sentire la forte voce contro la follia delle armi.
Agli artisti ed ai creativi il compito di farci intravedere l’inedito: come vivere e produrre nel rispetto dell’ambiente, quali forme di convivenza e di mutua assistenza oltre le famiglie mononucleari o mono parentali, come realizzare una cittadinanza attiva in grado di ricostruire una democrazia reale non più determinata dai poteri forti dell’economia o ridotta al partitismo di bassa lega. “Pure utopie”, obietteranno scettici e sognatori disillusi: per noi si tratta, invece, di necessità urgenti, da perseguire con determinazione ed attraverso nuovi schemi di pensiero.
Questo è, semmai, il punto debole: ci manca la forma mentis, siamo conformati ad una logica binaria, di derivazione aristotelica. Maschile e femminile donna, notte e giorno, sole e luna, caldo e freddo, dentro e fuori, anima e corpo, amico e nemico … Procediamo per classificazioni semplificatorie, contrapponendo i concetti. Nella logica binaria vi è una violenza implicita da cui bisogna affrancarsi, imparando a pensare in modo nuovo: da quella parte si cela il mondo di domani. Del resto, liberismo o socialismo, destra o sinistra e moltissimi altri dualismi sono stati travolti da una storia che ha fatto venir meno le ragioni di distinzione.
Così per l’educazione dei bambini: autoritarismo e permissivismo, bravi figlioli e ragazzi difficili, genitori competenti e genitori incapaci, benessere e malessere, talenti e disabilità, visibile ed invisibile etc. sono categorie che non riescono più a dar ragione della complessità e della ricchezza delle nostre esistenze. Neppure la dialettica degli opposti, il ricorso alla “via di mezzo” appare adeguata al compito che ci spetta: dobbiamo imparare una visione “tridimensionale” inconsueta per la forma della nostra mente, che è ancora diversa dalla fuzzy logic, quella logica dell’incertezza, del contingente, dove le cose sembrano sfumare le une nelle altre, il buono nel malvagio, il malvagio nel buono.
Semmai il prossimo futuro ha bisogno di soluzioni creative, di pensiero laterale. Accogliamo per questo con interesse ed adesione l’Anno europeo della creatività e dell'innovazione, il cui secondo obiettivo è proprio quello di “stimolare la sensibilità estetica, lo sviluppo emozionale, il pensiero laterale e l'intuizione e favorire la creatività in tutti i bambini fin dalla tenera età, anche nelle attività prescolastiche”.
La speranza di un futuro diverso e migliore per tutti passa per questa strada: all’inizio del 2009 il nostro impegno è di costruirla e percorrerla insieme.

