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  • Categoria: Editoriali

E' l'ora del coraggio

E' l'ora del coraggio, non si può attendere e tentennare.
E' l'ora che i genitori, questa casta torturata, confusa, in eterno dubbio, si riprendano come in una marcia sulla famiglia, il ruolo educativo a piene mani.
E' l'ora di tornare con decisione a riacciuffare le redini della vita in famiglia, che sciolte penzolano spesso senza ritorno, senza un appiglio, dondolando mestamente nel vuoto.
Le redini di un'educazione troppo spesso delegata, troppo spesso rinunciataria e silenziosamente lieve, intimorita solo del proprio esistere, senza forma e senza cuore.

E' l'ora del sacrificio, come se non ne facessero abbastanza questi genitori! Ma del sacrificio puro, quello che lava l'onta di una società che fagocita tutto e per primi i bambini e soprattutto gli adolescenti. Una società che senza veli e senza vergogna, approfitta di menti e cuori e vende e compra l'anima, il cuore, la ragione.. senza rispetto e senza gioia. Spegne il futuro e i sogni, per il proprio tornaconto personale, per il proprio potere e guadagno. Tarpa le ali e inganna, questa società di vecchi.
E' l'ora di dire ai nostri bambini e ai nostri ragazzi quello che è vero, di chi sospettare e di chi fidarsi, di dire con coraggio ciò in cui si crede e ciò che vale la pena di ascoltare e difendere.
Quali diritti dei bambini?
Diritto di sentirsi dire la verità, di diventare forti e coraggiosi, diritto di prendersi in mano la propria persona e imparare a difendersi e a tutelarsi! Diritto ad occuparsi di se stessi, a sapersi occupare di sé. Diritto di guardare a quella stella polare, quella in cui credono i genitori innanzitutto!
“Non mi ascolta, non torna prima dell'una la sera e ha solo 14 anni, mi dice che gli altri genitori fanno tutti così e lui è il solo ad avere questi paletti...”
”Cosa volete che facciamo? Fanno tutti così, tutti guardano quel tipo di televisione, tutti vestono in questo modo, tutti vanno a dodici anni in discoteca, lo fanno tutti, dobbiamo crescere una figlia disadattata?”
“Ormai loro, i ragazzi, sanno cosa devono fare, quasi imparano più dai loro amici che da noi genitori...”
“Veline, successo, arrivismo, non se ne può più, ma tant'è, non posso dire niente, sono solo come genitore...e mia moglie ci tiene che la figlia si presenti al provino per la sfilata di moda”.
“Tutte le madri delle amiche di mia figlia lasciano che le loro bambine facciano quest'esperienza... Come posso oppormi?”
“Dico dei no, ma non li so motivare bene con convinzione, forse non so usare il linguaggio adatto!”
“Io vedo le cose in un modo e sua madre in un altro... In questa confusione non sappiamo più cosa dire ai nostri bambini...”


Vogliamo riprenderci uno spazio educativo deciso? Vogliamo dire i NO che salvano, che rompono ma poi ritornano a ricucire l'autorevolezza perduta?
Vogliamo avere fiducia in noi stessi e farci meno domande sul “se siamo abili” nella dialettica educativa, ma fermarci, parlarne in coppia, aggiornarci un po', confrontarci con altri genitori, e non avere paura di dire che quelle cose fanno male, male davvero, che c'è altro che invece può fare felici realmente e rispondere all'eterno bisogno di bambini e ragazzi di autentico amore, di autentici rapporti?
Vogliamo dire e ripetere all'infinito, credendoci fino in fondo, che è la capacità di dono che rende felice immensamente gioiosa la vita?
Vogliamo ripetere a noi stessi che i bambini e i giovani imparano come sempre molto di più dai nostri comportamenti quotidiani che dalle parole?
Bravi tanti genitori!
Grazie ai genitori che stanno costruendo la società futura, spesso soli, abbandonati dalle istituzioni e dalle scelte socio-politiche, battaglieri e decisi, gioiosi e carichi di speranza.
I loro figli si occuperanno di coloro che adesso stanno lavorando per la distruzione della famiglia e del loro ruolo e che invecchieranno desolatamente.
Lo capiranno mai i signori del potere e dell'economia?
Lo capiranno i devianti, distruttori dell'anima e del cuore di tanti ragazzi?
E' l'ora del coraggio.


copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 12, Novembre 2009