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  • Categoria: Editoriali

Incontrare ed incontrarsi nella pace

Nel rapporto con il TU l'uomo trova il suo IO.
Io divengo attraverso i miei rapporti con il TU:
nel momento in cui divengo IO, dico TU.
Ogni vero vivere è incontrare.

Martin Buber


Incontrare nella propria esistenza quotidiana le persone che si amano e con le quali si condivide la vita, incontrare coloro che ci sono compagni nel lavoro, che ci sono amici, che sono legati a noi da vincoli di parentela e di affetto: la nostra vita è un vero incontrare, attraverso il quale diveniamo sempre più noi stessi e scopriamo ogni giorno aspetti nuovi della nostra stessa identità ed umanità.

L’incontro con l’altro diverso da sé, con chi porta impressi nella pelle, nella struttura fisica, nel linguaggio, nelle abitudini quotidiane i segni della diversità di origine, di cultura, di religione, può far nascere in un primo momento sentimenti di diffidenza e paura, oppure di attrazione di curiosità.
Quando l’incontro diventa più profondo e non occasionale, quando l’altro è nostro vicino di casa, di lavoro, di strada, e ci interpella con la sua diversità, i sentimenti del primo impatto cambiano, e possono trasformarsi in azioni ed idee di benevolenza e di stima, oppure di maldicenza e di pregiudizio, magari rivestiti di buone intenzioni, di buonismo, ma di tanta lontananza e di senso di superiorità, di arroganza, di arrocamento in piccole fortezze di privilegio.
L’altro che viene da lontano e che vive tra noi, vicino a noi, è la grande opportunità che abbiamo in questo tempo storico di diventare persone che sanno incontrare gli altri e se stessi nella diversità, nello scambio, nel dialogo, acquisendo un’identità dialogica.


E’ l’opportunità di questo nostro tempo, la peculiarità dell’oggi che ci è dato di vivere, la sfida e il compito delle nostre generazioni: un compito arduo, difficile, ma affascinante e possibile, perché è possibile una convivenza pacifica delle diversità, la convivenza quotidiana e quella dei grandi eventi. Credere in questo è credere che Qualcuno di più grande dell’uomo ha posto nell’umanità frammenti di Assoluto, che ogni persona e ogni popolo custodisce e vive nella sua specificità: è credere e operare perché nel mondo della politica e dell’impegno sociale prevalgano le logiche di pace e non della violenza e della guerra, perché vengano promulgate leggi giuste, che rispettano il diritto di tutti alla vita, al lavoro, agli affetti, perché le religioni compiano sempre più passi sui sentieri dell’incontro e della comunicazione della Verità che Dio ha loro donato.
Un dono, un compito, una responsabilità, uno stile di vita felice. Per tutti.

Auguri di Buon Natale.


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 1, Dicembre 2002