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  • Categoria: Editoriali

Mi leggi un libro?

E’ arrivata l’influenza a colpire grandi e bambini ed ecco scatenarsi i soliti rituali socio-sanitari: bollettini di guerra, regione per regione, "vip per vip", consigli televisivi dei pediatri e degli specialisti, consigli della nonna, dei vicini di casa, dell’amico medico, dell’esperto in medicine alternative…
Ma c’è un popolo sommerso, di cui nessun servizio di questa TV spesso noiosa e da riciclaggio si occupa, di solito. Sono tutti i genitori che devono gestire l’influenza dei loro bambini. E qualche volta non è semplice!

Lasciamo ai pediatri la definizione degli interventi farmacologici, gli accertamenti, i controlli sui bronchi sofferenti…
"Nicolò ha la febbre e sto trascorrendo con lui qualche giorno di… ferie. Ora che la febbre si è abbassata, gli leggo i suoi libri preferiti. Ti dirò che è stato bello… ascoltava le nostre letture da piccolo, ora però si vede che sta diventando grande… cambiano i suoi gusti, è più attento a molti particolari. E anche oggi continua a chiedermi: mi leggi un libro? Farò una capatina alla biblioteca civica per le ultime novità narrative"…
Complice di questa riscoperta è stata proprio l’influenza!
Fra spremute e tachipirina, in una probabilmente insolita disponibilità di tempo da entrambe le parti, ecco riproporsi (e non è una novità), il piacere di leggere e di farsi leggere un libro.
"Mi leggi un libro?"
Ma che cosa c’è dietro a questa espressione? C’è proprio solo il gusto di sentire leggere una storia particolarmente cara e di scoprire nuovi personaggi e nuove situazioni o assume la consistenza di un rito magico idoneo a suscitare una ideale empatia?
"Mi leggi un libro?" non diventa forse "sinonimo" di "stai con me?", "sto volentieri con te", "per me sei tutto", "ho bisogno di te", "vieni a condividere con me le avventure, il buonumore, i desideri, le paure, le vittorie, le tenerezze e i divertimenti suscitati da quello che mi leggerai", "aiutami a crescere con la tua presenza"…


Ed eccoci tornati al già visitato tema dell’attenzione educativa, dai mille volti e dalle numerose risorse e assai gratificante per chi la esercita!
E, diciamoci la verità, a questo proposito la lettura fatta ai bambini è uno dei cavalli di battaglia più valorizzati in questi ultimi anni.
Scomodiamo anche i pediatri americani… che hanno promosso la lettura dei genitori fatta ai propri bambini, come uno degli interventi importanti atti a garantire la salute psico-fisica dell’infanzia.
Anche nel veronese, per esempio, i pediatri si sono attivati, in collaborazione con i servizi territoriali, per promuovere e consolidare un approccio più completo alla prevenzione di alcuni disturbi, attraverso l’atto educativo della lettura, già nel primo anno di vita. E forse è questa la novità più rilevante: proporre la scoperta di questa strategia ai genitori di bambini così piccoli.
Molti genitori certamente hanno già in passato sperimentato l’utilità di questo approccio, che ora potrebbe diventare una routine e aiutare, poi, i genitori stessi a gestire al meglio per i loro figli altre risorse, come TV e computer.
La scuola inoltre, fin dalla scuola materna, è da anni molto attiva su questo fronte, aiutata da una valida editoria (piccola e grande), che ha offerto e si sforza (risorse economiche permettendo) di offrire il meglio anche per i bambini più piccoli e da una rete di biblioteche, che svolgono una significativa opera di supporto e di promozione.
"Mi leggi un libro?"
"Certo, con molto piacere!"


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 4, Marzo 2002