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  • Categoria: Editoriali

SOS adolescenza

Violenze inaccettabili, tentativi di suicidio, omicidi, ombre cupe del pianeta adolescente. Ma anche alcool, droga, guida pericolosa… Le famiglie non capiscono e non riconoscono più i loro figli.
E’ di nuovo allarme.
Nuove indagini e aggiornate statistiche rispondono, ancora una volta alla ricerca di definire i confini leggibili del mondo difficile e dolcissimo dell’adolescenza. I genitori e gli educatori in genere, riflettono e confrontano le loro esperienze, dibattono, alcuni si iscrivono a interessanti eventi, culminanti nelle scuole per genitori.

Riviste specializzate snocciolano con discreto impegno editoriale opere diverse sugli aspetti psicologici e sociologici degli adolescenti: le loro storie, le sofferenze, l’analisi della natura delle trasgressioni e delle rivolte, e per contro l’analisi, le strategie e le risorse per far fronte a questo turbine di necessità.
L’adolescenza però è un’età a cui, in fondo, il mondo adulto spesso porta poco rispetto. Un film ha appena fatto scalpore e, come una meteora, ha visto presto il tramonto: ha ripreso il testo di un’adolescente problematica e ha scelto appunto una giovane per l’interpretazione. E i giovani, pur senza grandi e blasonati spazi mass-mediatici, si sono presi il tempo per insorgere: quelli non siamo noi, smettetela di usarci!
Adulti ignoranti perché ignorano, non sanno appunto, o fingono di non sapere. Rifiutano d’imparare quel rispetto e aridamente non riescono più a ricordare e a leggere lucidamente nella loro storia emotiva e spirituale, la sete di vita e di verità, il bisogno di silenzio, di ascolto, di parole vere e di condivisione del mondo adulto. Molti interessi economici si nascondono dietro a quelle operazioni… commerciali, in qualsiasi mondo: dai servizi allo sport, dall’editoria al cinema, dalla moda alla musica.


I giovani sono solo “interessanti” se consumatori di qualcosa, non importa di cosa.
E se non stanno davvero a cuore a nessuno, ecco gli adolescenti imbastiscono la propria esistenza di comportamenti autodistruttivi. Non palesemente pericolosi, ma continuativi e consapevoli, nella ricerca di affermazione della propria identità e realtà esistenziale, poiché non trovano adeguata conferma delle loro abilità e delle loro potenzialità. …Che è come dire che occorre fare loro spazio, aiutandoli a prendere le proprie responsabilità, certo, ma mettendosi effettivamente in loro ascolto e in dialogo con i loro sogni quotidiani.
La loro è una ricerca di adattamento a una società dura, perché non li aiuta a crescere, dove si lascia a loro una mal interpretata libertà, senza aver garantito prima agli stessi la capacità di comprensione di regole di fondo su cui far crescere comportamenti validi ed efficaci, senza aver saputo dire quei no, quando era giusto e certamente più impegnativo per gli educatori.
Sarebbe però ingiusto in questa sede di conversazione nascondere l’iceberg sommerso degli adulti che invece “funzionano”, che hanno fatto e fanno strada, che pagano di persona perché vi siano risposte a questo bisogno di interesse e di condivisione, di aggregazione e di disponibilità ad indirizzare le forze migliori alla realizzazione di progetti ad alto valore sociale e umano, perché gli adolescenti di oggi siano portatori di speranza e di esempi, costruiti sulla coerenza e sull’impegno personale. Ma occorrono strumenti e una maggior consapevolezza del mondo amministrativo locale verso queste realtà preziose, che vanno sostenute e incoraggiate per curare, ma soprattutto per prevenire e per formare.
Un adolescente mi ha confessato che si è sentito più compreso dal “nonno” Ciampi che dai suoi genitori, quando, nel discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica ha bene espresso fiducia e speranza nei giovani… Parole che sono un abbraccio ideale, che si dovrebbe concretizzare nell’abbraccio quotidiano fra genitori e figli: un gesto di umiltà e di affetto, un’accoglienza più loquace delle parole, una risposta a quel bisogno di poesia e di tenerezza, di cui ha sete il cuore per continuare il cammino, sapendo dove vuole andare.


copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 3, Febbraio 2006