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Valutando i prof, la scuola migliora

Il presidente di TreeLLLe scrive al direttore del Corriere, chiedendosi perché mai, col nuovo Sistema nazionale di valutazione, si valutino le singole scuole, i loro presidi-dirigenti e gli apprendimenti degli studenti e non i docenti che sono il perno della istruzione?

Ma fa pure notare che sia i presidi e sia gli ispettori (questi ultimi sono una delle tre gambe del Snv) sono reclutati tra i docenti, per cui sembra strano che proprio essi non vengano valutati e quindi, in un secondo momento, quelli più apprezzati e più stimati non siano messi a dirigere le scuole e a valutare a loro volta?

"Non è forse giunto il momento", dice TreeLLLe, "di lasciarci alle spalle quella allegra «fattoria degli animali» di orwelliana memoria che è la scuola italiana dove tutti sono uguali per definizione e di riconoscere e valorizzare quelli «più uguali» degli altri?" E' fra l'altro ormai noto, dice sempre il presidente, Ottavio Oliva, che i "buoni insegnanti riescono a compensare almeno in parte i deficit che derivano da condizioni famigliari difficili.

È evidente allora che la differenza di qualità fra le scuole è determinata dagli insegnanti e dalla dirigenza.

Ciò nonostante da molti decenni si reclutano i presidi-dirigenti (sono 8.000, inamovibili una volta nominati) senza prima verificare sul campo le attitudini alla leadership. E si reclutano gli insegnanti per lo più con sanatorie di varia natura che privilegiano l'anzianità di servizio come supplenti senza alcuna valutazione sulla professionalità dimostrata.

A noi sembra irresponsabile quella società che non cura come dovrebbe i suoi educatori e non dà riconoscimenti di alcun genere a quelli notoriamente più apprezzati dalla comunità scolastica. In ogni scuola, invece, questi dovrebbero essere usati come modelli e leader pedagogici per aiutare gli altri a migliorare (specie i più inesperti)". "Gli insegnanti sono per lo più lasciati soli, veri e propri autodidatti di fronte a una scuola di massa sempre più difficile da gestire.

Tutte le ricerche dimostrano infatti che gli insegnanti chiedono a gran voce di aver un feedback sul loro operato sia da parte dei superiori che dei pari. Solo a queste condizioni la scuola potrà diventare una «comunità di apprendimento» per tutti". 
 Ma qual è il motivo per cui i docenti non sono valutati e quindi premiati, sia con riconoscimenti pecuniari e sia di carriera, preferendo invece questo appiattimento che frustra i più impegnati, i più preparati e coloro che danno il meglio di sé agli alunni?

"Naturalmente", spiega Attilio Oliva di TreeLLLe, "per la nota opposizione sindacale. Se i ragazzi sono più o meno motivati ed interessati all'apprendimento sembra che la responsabilità sia di altri: i dirigenti, gli ispettori, il sistema" e non mai dei docenti che, lo dice l'Ocse, sostenendo invece tutto il sistema, non possono essere migliori del sistema stesso: "nessun sistema scolastico può essere migliore della qualità dei suoi insegnanti".

da Tecnica della Scuola

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