Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 5 - Maggio 2024

Distanti non vuol dire soli: esercizi di responsabilità e resilienza

imgLa nostra vita non è statica, tutto è in continuo divenire, tutto scorre in un turbine di esperienze diverse che ci accompagnano in quel meraviglioso mistero che è l'esistenza umana.

Il concetto del continuo divenire è alla base del pensiero di Eraclito, che descrive perfettamente gli sconvolgimenti che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi tempi.

Come animali sociali, siamo portati per natura a ricercare i nostri simili, quel contatto umano che ci spinge a creare legami sociali alcuni più profondi di altri, ma espressioni di appartenenza e responsabilità, risorsa preziosa per l'intera comunità. Abituati a correre per stare dietro ad un mondo in continuo divenire, abbiamo dovuto porre un freno alla nostra corsa per lasciare il passo alla lentezza e alla riflessione sul nostro tempo e sul nostro modus vivendi per colpa di un nemico invisibile, insinuatosi nelle nostre vite in maniera subdola, usando contro di noi l'abbraccio dato ai nostri cari o un bacio affettuoso, ritorcendoci contro quel contatto umano che fino ad oggi non abbiamo mai avuto bisogno di temere.

Nella solitudine delle nostre case, vaghiamo con la mente e con lo sguardo alle nostre vite prima dell'emergenza, a quella libertà individuale che in un paese democratico non desta stupore, ma che la sua assenza si fa sentire oggi come un macigno perché quelle piccole cose che prima davamo per scontate fossero in realtà importantissime, perché profumavano di normalità.

Eravamo abituati ad andare a teatro, al cinema, a riversarci negli stadi per veder giocare la squadra del cuore, a fare due chiacchiere con un'amica davanti ad una tazza fumante di caffè dopo un estenuante giornata lavorativa, camminavamo per le strade delle nostre città riempiendole di vita e colori, i nostri visi non conoscevano l'ingombro delle mascherine, le nostre mani non erano coperte dai guanti di lattice e potevamo trattenerci più del dovuto davanti agli scaffali del supermercato per cercare l'offerta più vantaggiosa.

Oggi guardiamo le bellezze delle nostre città affacciati dalle finestre, sfoggiamo con orgoglio quel tricolore che fino a ieri non apprezzavamo a pieno, intoniamo a mille voci il canto nazionale per sentirci più vicini e per ricordarci che distanti non vuol dire soli, ma che uniti possiamo fare la differenza.

L'emergenza che oggi stiamo vivendo ci ha invitati alla riflessione e all'azione su due fronti: da un lato, vi è l'esigenza di abbandonare quell'individualismo sfrenato a cui avevamo ceduto, quel soggettivismo che ha reso fragile la nostra modernità, dove non eravamo più compagni di strada ma antagonisti di ciascuno, espressione di crisi del concetto di comunità espressa da Bauman, per farci portatori di quell’empatia perduta, di attitudini e valori nel rispetto di sé e degli altri per una maggiore comprensione reciproca. Dall'altra parte, come cittadini a pieno titolo di uno Stato democratico, siamo stati chiamati alla responsabilità e alla riscoperta del nostro senso civico, che in questa situazione di emergenza si traduce nella pratica della distanza sociale.

Silvia Nanni, definisce la cittadinanza come nucleo essenziale attraverso cui sviluppare il corredo dei diritti umani e delle libertà come patrimonio della persona. In un contesto di emergenza e rischio come quello che sta vivendo il nostro Paese, significa ritrovare il patrimonio valoriale della Costituzione e fornire nuovi modelli culturali e buone prassi educative. Educare ed educarsi alla responsabilità e al senso civico significa riscoprire il sentimento di collettività nazionale, di appartenenza alla patria e allo Stato che sembrava perduta da troppo tempo.

Nel mezzo vi è la resilienza, quella capacità quasi adattiva di far fronte positivamente alle difficoltà, che richiede sacrificio, ma che si manifesta spontaneamente nei momenti più difficili e oggi ne siamo consapevoli ancor di più.


Riferimenti bibliografici

  • Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Editori Laterza, 2006.
  • Silvia Nanni, Educare alla cittadinanza attraverso l'etica della responsabilità, Rivista Educazione e costituzione 1948-2008: analisi di quattro paradigmi didattici, 2012.

Autrice: Ida Francesca Conforti, pedagogista ed educatrice professionale socio pedagogica, operativa nell'ambito della pedagogia scolastica, delle educative in ambito domiciliare, si occupa anche di disabilità, educazione di genere su cui ha focalizzato i propri studi, sul bullismo e integrazione sociale.

copyright © Educare.it - Anno XX, N. 3, Marzo 2020