Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

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La rosa del deserto

rosa del desertoLa sua vita era ormai su un binario morto, tutto sembrava fluttuare in immagini sbiadite, occasioni perdute e sentimenti senza radici che lo imprigionavano in una realtà aliena e nemica.Si sentiva solo e abbandonato da tutti, alla deriva in un mare in tempesta che lo trascinava sempre più lontano dalla realtà. La stanchezza era diventata una presenza costante della sua vita, ogni tanto affiorava l'istinto di  reagire, il desiderio di ricomporre i pezzi confusi di un mosaico sul quale la polvere del tempo aveva lasciato impronte invisibili di vita non vissuta, tracce di un passaggio che gioie e dolori aveva reso un nastro incolore, il cammino di un vagabondare senza meta. I sogni erano diventati l'unico rifugio possibile, l'àncora alla quale affidare desideri e speranze, il ritorno indolore al presente che temeva e dal quale fuggiva, per paura o solo per mancanza di coraggio.

Quella notte il sogno si rivelò più nitido, quasi reale, percepiva che i suoi sensi accoglievano la vastità e l'immensità di uno sconfinato deserto; era solo ma nessuna forma di angoscia e pericolo dominava i suoi pensieri. La spinta a camminare, senza guardarsi indietro,lo guidava senza timore, guardava avanti sicuro di dover raggiungere un traguardo, lì dove l'orizzonte appariva come un nastro colorato che sprigionava calore e accoglienza, la vita oltre la vita. Il vigore delle sue membra lo faceva sentire un guerriero, pronto a difendersi dai nemici e a desiderare la vittoria, ad ogni costo. Il lungo cammino lo aveva rinvigorito, gli occhi vigili scrutavano l'immensa distesa di sabbia, le morbide dune disegnavano un paesaggio sereno e consolatorio.

Poi qualcosa attirò la sua attenzione...uno strano sasso spigoloso che spuntava dalla sabbia...lo raccolse e lo guardò con attenzione: la rosa del deserto era lì immobile nella sua assoluta bellezza, i petali, che il vento aveva reso perfetti cristalli dal colore d'ambra, si aprivano in una splendita corolla. Il deserto sembrava per incanto possedere una vita propria, un segreto che la bellezza e il tempo avevano lentamente forgiato e nascosto, al riparo da occhi avidi e indiscreti. Era arrivato il momento di fermarsi, guardare, ascoltare ed ascoltarsi. Il sogno diventava realtà, il deserto non era più una sconfinata distesa arida e priva di vita, mostrava con coraggio e ostinazione la sua sfida: la bellezza che il tempo ingrato non muta e non consuma. Il sogno gli aveva indicato la strada da seguire per ritrovare se stesso e la sua vita, per guardare la realtà con occhi diversi e più consapevoli.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi (M. Proust)

copyright © Educare.it - Anno XXIII, N. 7, Luglio 2023
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