- Categoria: Racconti
La zingara
C’era una volta nel bosco in un luogo lontano, una zingara che viveva sola perché si era innamorata di un liquido molto famoso di nome vino. Per lui aveva fatto di tutto, aveva lasciato il marito e i figli. Non che non volesse loro bene, anzi, ma il vino era tutto, poteva sostituire chiunque, senza eccezioni per nessuno! Era una donna che si mostrava sempre allegra, anche se non lo era perché viveva per il bere. Le persone accanto stavano male nel vederla così e a lei questo pesava molto. Le dispiaceva dare sofferenza agli altri oltre che a se stessa.
Così un giorno prese una decisione: riunì la famiglia e se ne andò in un paesino di montagna lontano da loro. - Qui posso ricominciare, - diceva tra sé, - fare quello che ho sempre sognato. Lei aveva sempre avuto la passione per la magia. Fin da piccola si divertiva a leggere le carte, e quando se la sentiva, leggeva anche la mano, che non era per niente una cosa semplice perché lì, diceva lei, si poteva leggere il futuro. A volte, nella mano degli altri, vi leggeva cose belle, passi importanti, figli, amore, salute e lunga vita; altre volte, vi leggeva disgrazie che sarebbero potute accadere. E ci stava male, perché di fronte a certe cose, lei diceva, - non si può far nulla, si può solo stare in silenzio e prendere ciò che viene.
Era anche un po’ strega. Lassù per i monti aveva conosciuto delle piante che non aveva mai visto, e per giorni e giorni stava a fare intrugli. Faceva bollire foglie e fiori come le aveva insegnato una vecchia zia, creando così delle pozioni di colore verde, dal sapore amarognolo. Cominciò a bere quella bevanda ogni volta che sentiva il bisogno del vino. Più passavano i giorni, più lei stava meglio. Dopo alcuni mesi, riuscì finalmente a farne a meno, riprese le sue forze e la voglia di vivere e un bel giorno se ne tornò dalla sua famiglia che la amava ancora. La vita era ricominciata.
* storia estratta da “Lungo la ferrovia - racconto di un ragazzo rom -” dello stesso autore.
copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 4, Marzo 2009

