Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

  • Categoria: Risonanze

Vero o falso?

"Sto mentendo?", non lo so.
E’ un’arte mentire, bisogna applicarsi e perseverare, e poi crederci.
Sì, non è facile mentire; bisogna imparare.
Io l’ho imparato molto presto.
Non che io sia bravo a studiare, anzi non ho mai studiato, non mi è mai piaciuto. Ma si sa, se uno è portato… "il ragazzo è intelligente (!) ma non si applica".
Invece mi sono molto addestrato nell’arte di mentire. Ho dovuto farlo! Fin da ragazzino si attendevano da me la storia del "piccolo immigrato", dello sradicato arrivato da un paese sconosciuto, che non si è integrato, che non è stato accolto dai nuovi compagni di classe… e che per poter sentirsi qualcuno (che non vuol dire "più forte" e "più grande", ma "più furbo") si è comportato in modo deviante: si è drogato, ha spacciato, è finito in carcere minorile…

 

Bella storia, vero?
Poi mi è bastato dire: "ho capito", "mi sono sbagliato", "non lo voglio fare più", e tutti lì ad applaudire, a dire "che bravo", "è in via di guarigione", "si sta riabilitando"… che buffo ascoltare tutto ciò e fare finta di capire.
Ecco, quando mi hanno beccato e costretto a redimermi, mi sono impegnato nel "mio progetto educativo individualizzato" imparando a dire ciò che gli altri si aspettavano che io dicessi, cercando di anticipare con le mie risposte le loro domande.
E’ un’arte che si impara, ma bisogna applicarsi e perseverare, e poi crederci.

Sì. Perché il segreto sta tutto qui: bisogna crederci fermamente!
Non è come dire una semplice bugia, non devi correre rischi: se uno si limita a dire "bugie" viene scoperto facilmente perché si vede e si sente: non è credibile!
Invece, se vuoi che gli altri ci credano, prima devi convincere te stesso!
E se tu sei convinto di ciò che dici, lo puoi dire e ridire senza paura di essere svelato.
In ciò sta l’arte: non è un’azione e non è un momento, ma è un modo, uno stile, un pensare.
Non hai più bisogno di inventare qualcosa quando te ne convinci: in quel momento si attenua il confine tra il vero ed il falso, fino a scomparire.

Ho imparato, così, che per ingannare bisogna "convincere", e che non c’è modo migliore di convincere qualcuno se non confondendo, mescolando e ripetendo con coerenza, finché arrivi a quel punto in cui non solo l’altro crede in ciò che tu credi, ma entrambi credete che ciò sia vero!
Non funziona forse così anche con la magia e la superstizione?
Basta crederci!
Io ci ho creduto con tutte le mie energie, mi ci sono applicato ed addestrato: così sono vissuto e sopravvissuto…

Mi succede però, talvolta, di fermarmi e di pensare, e in quel momento mi chiedo se ciò che sta succedendo sia vero o se me lo sto solo immaginando!

 


copyright © Educare.it - Anno III, Numero 5, Aprile 2003