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Sull'inizio del nuovo anno scolastico

“Cari ragazzi, dovreste chiedere voi esami più rigorosi!”
E’ un consiglio di Francesco Alberoni, apparso qualche tempo fa sul Corriere: sbagliano quei genitori che vogliono risparmiare ai loro figli fatiche e rinunce e invita i ragazzi a chiedere più esami e prove più rigorose per divenire forti e maturi.

In una società costantemente alla ricerca di soluzioni facili per sconfiggere difficoltà e dolori o per arrivare alle mete stabilite, Alberoni spiega il perché: “…la vita è desiderio di felicità… ma questo è possibile solo attraverso l’attesa, lo sforzo, le prove, l’ansia e la lotta…”
Una bella riflessione, assolutamente autorevole e convincente, esempi alla mano:
…I grandi artisti artigiani del Rinascimento mandavano i loro figli a bottega da un altro e ce li lasciavano finchè non erano formati… I grandi imprenditori, dopo averli fatti studiare in scuole dure e selettive, facevano fare loro carriera cominciando dai lavori più umili. Il figlio dell’uomo più ricco del mondo, Bill Gates, si è mantenuto agli studi lavorando… Oggi c’è chi regala l’ automobile al figlio per il diciottesimo compleanno, sperando che studi.
Ritengo comunque imbarazzante che il messaggio sia rivolto ai ragazzi, solo a loro, quasi che gli adulti siano ormai perdutamente confusi e incapaci!
Un allarme? Una constatazione realistica? Una strada pericolosamente intrapresa? Quale richiamo al ruolo di educatori? Possiamo intanto brevemente fare una riflessione che solo apparentemente, può essere dichiarata sbrigativa, ma che effettivamente rilancia e potenzia uno stile educativo ben preciso?

Poche regole d’oro.
I genitori consapevoli le declinano così:

  • non sostituirsi ai propri figli nelle fatiche,
  • non risparmiare rinunce e sacrifici ragionevoli,
  • non correre affannosamente a risolvere i problemi che devono essere il loro banco di prova per la vita,

ma anche:

  • evitare accuratamente espressioni e atteggiamenti di umiliazione,
  • qualificare sempre meglio l’attenzione e il dialogo,
  • sostenere l’autostima,
  • …in un clima di coerenza, perché i figli non imparano tanto dalle parole, quanto dal comportamento dei genitori.

E ancora ai ragazzi: “Avete intelligenza per capire che la lotta, gli ostacoli, gli esami sono indispensabili per crescere, per diventare forti, per capire gli altri… Solo chi ha fatto fatica capisce la fatica degli altri, solo chi ha sofferto capisce la loro sofferenza.
La mente cresce risolvendo i problemi… E lo stesso vale per la sensibilità, la creatività, la capacità di concentrarsi, persino la capacità di amare.

Con questi pensieri auguro un buon anno scolastico ad alunni e genitori, con l’auspicio che si possa iniziare in un clima di fiducia e di serenità, accompagnati da atteggiamenti di costanza e tenacia.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 10, Settembre 2005

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