Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 4 - Aprile 2024auguri natale

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Attività didattiche nella giornata dei calzini spaiati

calzini spaiati

Il tre Febbraio abbiamo celebrato la giornata dei calzini spaiati; attraverso la metafora dei calzini spaiati, mai uguali e mai sbagliati, abbiamo così parlato alle nostre classi di diversità come ricchezza e non come problema. Nella mia didattica sono sempre attenta a contestualizzare contenuti e argomenti, in modo da poter offrire allo studente non solo uno strumento ma soprattutto un modo per pensare. Educare significa riflettere, insegnare vuol dire consegnare una cassetta degli attrezzi utile a produrre pensiero e critica. Per queste ragioni, in occasione della giornata dei calzini spaiati, ho pensato alla grammatica e alla parte del discorso che più di tutti ci caratterizza e ci racconta.

Gli aggettivi qualificativi ci "qualificano", ci disegnano agli altri e attraverso questi possiamo conoscere, riconoscere e descriverci. Dopo aver presentato gli aggettivi alla classe ( una terza primaria), ho offerto ai miei studenti la possibilità di cimentarsi nel gioco di Indovina Chi. Ad ogni bambino ho consegnato una scheda con indicate le parti principali di un volto: viso, occhi, naso, capelli, orecchie, labbra e bocca. Durante la partita, lo studente annotava sulla tabella data, in corrispondenza del nome interessato, l'aggettivo che lo caratterizzava. Il modo in cui veniva formulata la domanda portava lo studente a riflettere sulle parole; poichè l'avversario poteva rispondere solo con il SI o con il NO, il giocatore doveva utilizzare gli aggettivi nelle sue richieste. Quando l'identità del personaggio veniva riconosciuta, allora lo schema è stato utilizzato per una sua piccola descrizione sul quaderno.

Alla fine dell'attività, abbiamo riflettuto su come fosse stato indispensabile creare dei profili di identità così diversi per poter rendere divertente e vivo il gioco; da qui l'analogia alla nostra dimensione. Quanto sarebbe stata noiosa una classe con bambini tutti perfettamente identici? Quanto è bello essere unici e speciali in una società che cerca in tutti i modi di offrirci standard a cui adeguarci?

A questo punto ogni studente ha disegnato la sagoma di un calzino da decorare all'interno con gli aggettivi che più lo identificava, come in una sorta di wordart. Quando tutti hanno completato, i calzini sono stati sistemati su di un filo, appesi con una piccola molletta; magari insieme possono non sembrare in sintonia, ma ben'altro. Sono una magia.

copyright © Educare.it - Anno XXIII, N. 2, Febbraio 2023
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