- Scritto da Luciano Pasqualotto
- Categoria: Editoriali
Disinnescare il terrorismo, ma non con le armi e la paura
Ora che la sete di giustizia (e di vendetta) è stata placata con il sangue degli attentatori, proviamo a guardare i fatti di Parigi da una prospettiva differente da quella proposta dalla maggior parte dei mezzi di informazione. Non quella del complotto, già alimentata dagli elementi oscuri e persino grotteschi della vicenda, quasi si trattasse di una sceneggiatura messa in piedi ad arte per aizzare l’Occidente contro il fondamentalismo islamico. Versioni che nessuno può confutare o confermare visto che i presunti responsabili sono stati ammazzati.
La prospettiva che ci interessa riguarda le cause e le soluzioni. Da quel che sappiamo, i responsabili della strage nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo sono due fratelli franco-algerini, Said e Chérif Kouachi. Nati in Francia, sarebbero rimasti presto orfani e dati in affidamento. Una fonte di polizia francese riferisce che i due fratelli hanno "un profilo di piccoli delinquenti che si sono radicalizzati".

Un anno difficile dal punto di vista dei bambini questo 2014. Lo ha riassunto Papa Francesco durante le celebrazioni di Natale.
La realtà cambia a seconda della prospettiva da cui la si osserva. E’ palese che economisti, strateghi e politici di ogni sorta, dal loro punto di vista, vedano un mondo che alla maggior parte delle persone è sconosciuto. Ma è da quella prospettiva che vengono prese le decisioni che influenzano, anche drasticamente, la vita di milioni di individui. E’ quella realtà, per molti incomprensibile, che viene raccontata nelle pagine dei giornali.