- Scritto da Luciano Pasqualotto
- Categoria: Editoriali
Ma la guerra no!
A qualcuno potrà sembrare improprio scrivere sull’incresciosa situazione internazionale in una rivista dedicata all’educazione. Che cosa può avere a che fare la formazione dei nostri bambini, dei ragazzi e degli adolescenti con la follia di Gheddafi e la pruriginosa inclinazione guerrafondaia di alcune potenze mondiali, Italia compresa?
Già in occasione della “guerra preventiva” contro l’Iraq (era l’aprile del 2003) avevamo proposto una riflessione sulla follia della violenza come mezzo per la risoluzione dei conflitti. La violenza genera violenza, divide gli Stati, separa le comunità, alimenta l’odio, attizza il rancore. La storia di questi anni ce lo ha dimostrato eppure senza indugio, persino in assenza di coordinamento, ancora una volta sono stati fatti decollare i cacciabombardieri con il loro carico di morte, ben oltre la risoluzione votata a larghissima maggioranza dal Consiglio delle Nazioni Unite.
