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Adolescenza e disabilità intellettiva: uno studio di caso - La ricerca

Oggetto della ricerca e metodo

L'obiettivo della mia ricerca è stato quello di descrivere gli elementi in grado di determinare la costruzione di un'identità adulta in un adolescente con disabilità intellettiva. La ricerca può essere pertanto definita di tipo descrittivo, in quanto si pone come finalità principale quella di descrivere le variabili che incidono sul fenomeno preso in considerazione.

Ho esaminato in che modo un adolescente con disabilità intellettiva affronta alcuni momenti di passaggio (la fine della scuola e gli esami di maturità), quali aspettative elabora e quali cambiamenti percepisce a distanza di tempo, al fine di capire se queste esperienze siano state in grado di aiutarlo ad elaborare un immagine di sé come persona adulta.

Nello svolgimento della mia indagine ho scelto di adottare un approccio di tipo qualitativo in quanto l'oggetto della ricerca fa parte di quei fenomeni della realtà sociale che non sono misurabili attraverso strumenti standardizzati e strutturati di raccolta delle informazioni, ma piuttosto attraverso strumenti aperti, facili da gestire e che non seguano necessariamente degli schemi predefiniti. Pertanto le tecniche qualitative di raccolta dei dati sono state: l'osservazione partecipante e l'intervista in profondità.

La ricerca è stata svolta all'interno dell'associazione che chiamerò “Acca” del comune di Torino, nel periodo che va da Dicembre 2011 a Gennaio 2012.

Il soggetto della mia indagine empirica fa parte di un gruppo di 15 ragazzi (12 maschi e 3 femmine), indirizzati all'associazione tramite la neuropsichiatria infantile e i servizi sociali.

La selezione dei soggetti per i progetti dell'associazione tiene conto dei seguenti parametri: età compresa tra i 14 e i 23 anni; grado di disabilità intellettiva lieve e moderato (secondo i criteri diagnostici del DSM IV e/o ICD10) a insorgenza perinatale; assenza di disturbi psichiatrici gravi.

L'idea iniziale era quella di prendere in considerazione l'intero gruppo di ragazzi. Con il procedere delle osservazioni ho ritenuto opportuno concentrare la mia attenzione su un caso singolo a causa dei seguenti motivi: i ragazzi che frequentano l'associazione hanno poche interazioni significative all'interno del gruppo e tendono creare relazioni perlopiù diadiche con gli operatori; il gruppo dei ragazzi rappresenta un insieme piuttosto eterogeneo per quanto riguarda l'età, il livello cognitivo e la capacità di autonomia. Inoltre non è stato possibile individuare dei momenti di passaggio specifici nei loro percorsi di crescita.

Il soggetto preso in considerazione, che chiamerò “Giuseppe”, è un ragazzo di 19 anni affetto da Ritardo intellettiva moderato con una lieve distrofia muscolare associata.

Durante il periodo della mia ricerca, il ragazzo frequentava l'ultimo anno di un istituto tecnico superiore, ha vissuto l'esperienza della fine della scuola e degli esami di maturità. Per questo motivo le situazioni di “passaggio” che ho preso in considerazione sono state: la fine del percorso scolastico, gli esami di maturità e la ricerca di qualche attività post-scolastica.

Ho effettuato un'analisi intensiva dei comportamenti del ragazzo. I dati raccolti sono stati trascritti in osservazioni man mano che il giovane manifestava vissuti e comportamenti significativi e attinenti all'oggetto della ricerca. Lo studio prevede non solo una descrizione dei fatti, ma anche una loro organizzazione e integrazione. Quindi, una volta che i dati sono stati raccolti, ed è stata raggiunta la “saturazione”, ho individuato una struttura adatta ad organizzarli, come la relazione scritta che riporto di seguito, alla quale aggiungo parti di osservazioni, colloqui e interviste estrapolate dal lavoro di ricerca, in maniera che il lettore possa avere un'idea chiara dei concetti espressi.

Prima di continuare ritengo sia utile sottolineare che gli studi sui casi singoli “sono sempre ricchi di informazioni, anche se da queste non è quasi mai possibile trarre delle conclusioni generalizzabili, perché ogni individuo è unico; tuttavia, le conoscenze cui danno luogo permettono di delineare delle ipotesi che possono essere verificate sperimentalmente” (3).