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- Scritto da Angelo Ragusa
La teoria di David A. Kolb e la sua applicazione ai musei - Musei e apprendimento lungo tutto l'arco della vita
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Musei e apprendimento lungo tutto l'arco della vita
Nell’ambito del programma Socrates Grundtvig, tra l’ottobre del 2004 e il dicembre del 2006, è stato realizzato il progetto Lifelong Museum Learning (LLML), finanziato con fondi della Commissione Europea e indirizzato agli operatori museali che si occupano di educazione degli adulti, o a quegli educatori che hanno maggiore familiarità con un pubblico di età scolare e che avrebbero volentieri esteso le proprie attività didattiche anche agli adulti.
Il progetto nasce dalla volontà di ampliare il ruolo del museo sino a comprendere l’apprendimento continuo, si pone come strumento per mediare fra diversi punti di vista degli operatori e delle loro prassi professionali, nonché come strumento per la comprensione dei processi di apprendimento attivati dai singoli individui durante la visita museale. Dal progetto europeo, (che consta di quattro corsi di formazione cui due svolti in Italia, uno in Portogallo e uno in Olanda) è scaturita l’idea di un manuale che diffondesse i risultati a beneficio di una platea di operatori più ampia possibile.
Il manuale, concepito per assistere il personale dei musei con responsabilità nell’ambito dell’educazione, raggiunge un pubblico assai vasto e diversificato, rendendo alcune sezioni più pertinenti di altre a seconda della formazione, esperienza e competenze specialistiche del lettore. Il fine dichiarato è quello di incrementare gli accessi nelle sedi museali, attraverso lo studio e l’uso delle teorie dell’apprendimento applicate ai musei.
Per quanto, dunque, l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita possa avvenire in maniera del tutto informale, o legato a fattori casuali, l’approccio degli educatori e degli altri operatori museali deve fare ricorso ad una definizione delle modalità di acquisizione delle informazioni che tenga conto degli stili personali del singolo individuo. Pur legata ad una dimensione di svago, di piacere, è più probabile che al museo ritorni l’individuo che riesca ad istituire un legame forte tra la visita e i propri interessi. Il visitatore deve avere la percezione che le opere in esposizione siano aderenti alla propria esperienza, o alla percezione di sé stesso.
Il manuale, scaricabile gratuitamente da vari siti internet, si compone di cinque capitoli principali: gli adulti e l’apprendimento, in cui vengono esplorate le attitudini e le condizioni generali dell’apprendimento e le eventuali barriere che lo ostacolano; l’apprendimento nei musei, dove vengono brevemente descritti i vari approcci attraverso cui l’individuo acquisisce conoscenza e le teorie psicologiche che hanno incontrato maggiore favore nell’apprendimento. Ampio spazio viene riservata alla teoria di David Kolb per la sua recente applicazione in alcuni siti museali olandesi. Aspetti metodologici è il capitolo che affronta il tema degli studi sul pubblico, con l’obiettivo di individuare le modalità fisiche e intellettuali grazie alle quali i visitatori apprendono con maggiore efficacia. Il quarto capitolo dal titolo Il lavoro con pubblici adulti: casi di studio e buone prassi, illustra alcuni progetti museali rivolti ad un pubblico adulto. Per quanto non esaustive, queste esperienze attingono ad un repertorio di studi condotti in tutta Europa e sono rivolti a tipologie di visitatori diverse: gruppi familiari, giovani (individui compresi tra i 14 e 25 anni), anziani (individui che hanno superato l’età del pensionamento), gruppi aziendali. Inoltre vengono presentate iniziative di educazione interculturale ed esperienze rivolte ad adulti con deficit dell’apprendimento. Il quinto capitolo: l’ambiente del museo, chiarisce il ruolo e l’importanza dell’ambiente (in questo caso museale) nei processi di acquisizione delle informazioni. In particolare viene sottolineata l’importanza delle nuove tecnologie, del benessere fisico del visitatore e dei sistemi di orientamento e segnaletica. Infine, nel sesto capitolo vengono brevemente trattate le implicazioni formative sulla comunità professionale delle sedi museali, a cui segue una ricca bibliografia.
Il progetto ha dunque condotto i membri delle équipe di lavoro all’ideazione di allestimenti fondati sul riconoscimento dei diversi stili di apprendimento così come sono stati definiti da Kolb.
Il manuale elenca alcuni degli indicatori più frequenti per valutare l’impatto dell’apprendimento in un sito museale. Inoltre rimanda, attraverso appositi link, alla consultazione integrale della lista di controllo e all’analisi dei suddetti indicatori. Come viene correttamente precisato nella prefazione del testo, le esperienze innovative illustrate nel volume non rappresentano lo standard che ci si può aspettare nei pubblici musei d’Europa. Il manuale rappresenta un’utile testimonianza di come sia possibile apprendere dalla prassi professionale di altri paesi con uno spirito aperto e riflessivo, ma è anche (o soprattutto) l’espressione di un auspicio per le buone pratiche del futuro.
Bibliografia: K. GIBBS - M. SANI - J. THOMPSON (a cura di), Musei e apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Un manuale europeo, Edisai 2007
Autore: Angelo Ragusa, a lungo animatore sociale presso centro di aggregazione giovanile della propria città, ha partecipato a numerosi interventi educativi. Laureato in Scienze dell’educazione presso l’Università degli Studi di Palermo, abilitato al ruolo di educatore dei Convitti Nazionali, ha lavorato in istituto per minori affidati dall’Autorità giudiziaria e in Comunità casa-famiglia. È dipendente del MIBACT ed è incaricato della gestione dei gruppi del turismo scolastico e dei servizi educativi al museo Nazionale di Villa Guinigi.
copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 10, Ottobre 2014

