- Categoria: Monografie
- Scritto da Marinella Attinà, Paola Martino
Passaggi generazionali: questioni pedagogiche aperte - L'attualità del concetto di persona
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Il tentativo di fornire una risposta a quella che, nelle note precedenti, è stata posta come ultima e grande questione aperta del pedagogico, non può non misurarsi con la definizione di quella cornice epistemologica ibrida, che si configura come ultimo paradigma di riferimento della riflessività sull’educativo.
Il primato di approcci molecolari, la tentazione di ridurre fenomeni articolati e complessi, tradizionalmente pensati entro uno spazio di riflessione capace di richiamarsi ad una ontologia necessaria, al mero substrato, fondo, organico, finiscono per tagliare a colpi d’accetta questioni fondamentali per il darsi di un’educazione che è sempre pensata e messa in forma attraverso la problematizzazione di una visione antropologica a monte dell’educabilità progettabile.
La possibilità di rimettere entro il gioco linguistico di quella filosofia genitiva, che è la pedagogia, la personalizzazione necessaria, la promozione del farsi uomo, non può non tener conto di una Stimmung in cui si celebra la desostanzializzazione del soggetto e la fine di ogni allignamento ontologico.
Il pensiero occidentale sembra mettere alla porta ogni ontologia minima e cedere alle lusinghe di un pensiero impegnato a celebrare la continuità ontologica (Acone, 2004).
Rispetto all’eclissi della persona, ai vari tentativi messi in campo su basi filosofiche di marginalizzarla, ritenendola un dispositivo separante, capace di occultare la dimensione biologico-organica dell’uomo (Esposito 2005, 2007), riproporne la centralità potrebbe apparire nostalgico e anacronistico.
La domanda che si pone è la seguente: ha ancora senso dar voce a quel neopersonalismo, cha da Acone a Vico, intende riprogettare l’educativo entro una cornice umanistica, nel tempo dell’impersonalismo, del post-umanismo e della celebrata requiem di quella sostanza individuale di natura razionale (Boezio) che è la persona? Ha ancora un suo valore teoretico-pratico auspicare il ritorno della persona o dovremmo rassegnarci alla sua scomparsa?
La risposta, almeno nella prospettiva di chi scrive, è inaggirabilmente: sì! Se, da una parte, il compito di ogni progetto che voglia dirsi pienamente pedagogico è promuovere la personalizzazione, suscitare l’umanità (Mounier, 1964), dall’altra, l’educazione è sempre un atto di resistenza rispetto all'imporsi di forze spersonalizzanti (Martino, 2012).
L’educazione è tentativo mai concluso e sempre in atto di intervenire sull’orizzonte storico-culturale al fine di favorire la piena umanità dell’uomo. È una sorta di azione di contenimento, rispetto a dinamiche e istanze pericolosamente tendenti a mutilarne la massima espressione personale, e, insieme, un gesto di trascendimento necessario di ciò che è, di quell’essere che si fa dover essere.
Il gesto educativo può, però, darsi solo non rimuovendo quello che ne pone la stessa pensabilità, la persona appunto. Non si può in nessun modo immaginare una umanizzazione possibile senza avere un’idea di uomo. Non sui può educare senza partire da una visone antropologica capace di riconoscere quell’eccedenza ontologica che, senza cadere nello specismo, definisce la nostra natura-condizione.
Bibliografia
- G. Acone, Di generazione in generazione. Quarant’anni di cultura pedagogica italiana tra ricostruzione storica ed autobiografia, a cura di P. Martino – O. Trotta – E. Visconti, Pensa, Lecce, 2013
- G. Acone, La paideia introvabile. Lo sguardo pedagogico sulla post-modernità, La Scuola, Brescia, 2004
- M. Attinà (a cura di), Figure teoriche della pedagogia contemporanea, Monduzzi, Milano, 2012a
- M. Attinà, La scuola primaria. L’anima della tradizione, le forme della modernità, Mondadori, Milano, 2012b
- M. Attinà, Il puzzle della didattica. Paradigmi interpretativi della didattica contemporanea, Anicia, Roma, 2004
- R. Esposito, Terza persona, Einaudi, Torino, 2007
- R. Esposito, Bios. Biopolitica e filosofia, Einaudi, Torino, 2005
- J. Maritain, L’educazione della persona, La Scuola Editrice, Brescia 1962
- P. Martino, Resistenza della persona e orizzonte culturale postumanista, in "Topologik" Rivista internazionale di scienze filosofiche, pedagogiche e sociali, n. 11/ I Semestre 2012, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, pp. 133-161
- E. Mounier, Il personalismo, Editrice Ave, Roma, 1964
- G. Sola (a cura di), Epistemologia pedagogica, Bompiani, Milano, 2002
- G. Vico, Pedagogia generale e nuovo umanesimo, La Scuola, Brescia, 2002
Autrici: Marinella Attinà, Professore associato di pedagogia generale, presso l’Università di Salerno, è autrice di diverse monografie e saggi pubblicati su riviste e volumi collettanei. Paola Martino, Dottore di ricerca in Metodologia della ricerca pedagogica e psicologica, è attualmente titolare di un assegno di ricerca, presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno. È autrice del volume Pedagogia contemporanea. Teorizzare l’umanizzazione dell’uomo tra ontologia e biotecnologie (Anicia, 2010) e di diversi saggi pubblicati in Riviste e volumi collettanei.
Il saggio è l'esito del lavoro coordinato delle autrici. Nello specifico Paola Martino, Dottore di ricerca in Metodologia della ricerca pedagogica e psicologica, attualmente assegnista di ricerca presso l'Università di Salerno, ha scritto l'ultimo paragrafo (L'attualità del concetto di persona), mentre gli altri sono stati scritti da Marinella Attinà- Professore Associato Pedagogia Generale - Università di Salerno.
copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 3, marzo 2014
DOI: 10.4440/201403/attina-martino

