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I "cattivi" ragazzi

cattivi ragazziLa recrudescenza di atti violenti tra i giovani sembra un film già visto, anche se in questo periodo, in varie città italiane, si assiste sempre più spesso a scontri verbali e fisici molto accesi e incontrollati. Come sempre, nei dibattiti televisivi, ci si interroga sulle origini di questo malessere, di questa rabbia repressa che esplode e si configura come un trend quasi omologato, la accettata "normalità" che si manifesta nelle relazioni interpersonali e che dai ragazzi viene accolta senza riserve e perplessità, un modo di interagire spontaneo, la rottura di un fragile equilibrio nel quale la comunicazione appare uno strumento inutile e inadeguato.

E' proprio sul versante comunicativo che ci dobbiamo interrogare perchè le domande e le riflessioni sono tante e urgenti. Famiglia, scuola, società vengono chiamate a testimoniare un impegno e una collaborazione integrata, una sinergia di intenti che spesso si rivelano un tessuto carente di azioni e progetti condivisi. Dalla capacità di ascoltare possiamo forse recuperare il tempo perso, rendere la comunicazione uno scambio reciproco di idee, interessi, emozioni e sentimenti, un serbatoio di opportunità ed occasioni tese ad accogliere, monitorare e filtrare malessere, solitudine, disagio. Mediante l'ascolto attivo gli adulti possono mettere in atto un rapporto paritetico ed empatico che rende la comunicazione un'àncora di sostegno e di orientamento, un percorso di condivisione ed accoglienza privo di pregiudizi, rimproveri e sensi di colpa (l'ascolto dona a chi è ascoltato la capacità di ascoltarsi- M.Bellet). I "cattivi" ragazzi impareranno a comprendere che la ragione e l'istinto sono il risultato di una consapevole attitudine all'introspezione e all'autocontrollo, all'autonomia di giudizi e di scelte che rendono la crescita un efficace processo di integrazione, maturazione fisica e psicologica. Il patto di alleanza con le nuove generazioni sarà la vera e proficua risposta alle tante domande che gli adulti si fanno, in prospettiva di un futuro migliore in cui la società portrà recuperare il valore e il rispetto del singolo e della comunità. Soltanto il dialogo e l'ascolto possono diventare strumenti di conoscenza, accoglienza e soprattutto di informazione e formazione.

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