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Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

infanzia-300x187Oggi si ricorda la Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza: è il 25° anniversario dell’approvazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Come è la situazione dei diritti dei minorenni in Italia? Come si ripercuote la difficile situazione socioeconomica nei primi anni di vita dei bambini?

L’Italia non è un Paese per giovani, ma neanche per giovanissimi, deduciamo dai confronti all’interno del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un network di associazioni italiane che monitora autonomamente l’attuazione della Convenzione.
Nel 7° rapporto, quello del 2013-2014 e focalizzato sulla situazione dei bimbi da 0 a 3 anni, emergono con chiarezza molte conseguenze dei bassi investimenti pubblici nel finanziamento dei servizi per la prima infanzia: gli ambiti dei diritti sono numerosi (tra gli altri ci sono i diritti all’istruzione, di libertà, alla sicurezza, al gioco, alla salute), ci soffermiamo su due argomenti.
In Italia solo il 13,5 % dei bambini ha accesso ai servizi per l’infanzia e agli asili nido, percentuale in diminuzione a causa dell’impossibilità delle famiglie a sostenere le rette e per il livello di disoccupazione crescente delle madri.
In Italia urge una scossa a favore delle politiche per l’infanzia: si attende un Nuovo Piano Nazionale Infanzia (peraltro previsto biennale per legge) in ottica di avvicinamento agli obiettivi europei.

4 mila bambini disabili senza famiglia

Sono circa 4 mila, in Italia, i bambini e gli adolescenti nati con disabilità e abbandonati dalla famiglia: il loro destino è, nella maggior parte dei casi, una lunga ospedalizzazione, o il ricovero in una struttura residenziale sanitaria. I dati risalgono al 2010 e provengono da un’indagine del ministero del Lavoro e dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza. Nella maggior parte dei casi, si tratta di bambini abbandonati subito dopo il parto. Nell’80% circa dei casi provengono da famiglie straniere, spesso Rom, che per ragioni economiche o culturali non fanno diagnosi prenatale né prevenzione e non interrompono le gravidanze, anche in caso di gravi malformazioni. Sono quindi bambini con disabilità complesse congenite, che necessitano di una presa in carico globale e sono non in grado di vivere autonomamente. La maggior parte di loro non ha mai vissuto in una famiglia, ma ha vissuto mesi in ospedale.

Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza il nostro pensiero va anche a loro.

Fonti: TGcom24, Redattore Sociale

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