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Linee guida per l’educazione alimentare

imgIl Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutte le scuola italiane, attraverso gli uffici territoriali competenti, le linee guida per l’Educazione Alimentare 2015. Esse “...configurano il quadro epistemologico nel quale collocare l’Educazione Alimentare nel Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione italiano, anche alla luce delle eredità educative e culturali di EXPO 2015 [1].

L’importanza dell’educazione alimentare è già sottolineata dalla legge n.107 del 13/7/2015: infatti, alla lettera g del comma 7, articolo 1, si parla di “...sviluppo dei comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione...” [2]. Le linee guida hanno come fruitori prioritari gli studenti e, attraverso essi, mirano a raggiungere anche le loro famiglie, con il fine di implementare i comportamenti virtuosi alimentari dell’intera popolazione italiana. Nel documento sono tratteggiate le finalità che l’educazione alimentare deve avere. Nello specifico, essa deve mirare a:

  • incentivare la consapevolezza dell’importanza del rapporto cibo - salute;
  • favorire l’adozione di sani comportamenti alimentari;
  • promuovere la conoscenza del sistema agroalimentare, mediante la comprensione delle relazioni esistenti tra sistemi produttivi e distributivi;
  • promuovere la trasversalità dell’Educazione Alimentare;
  • promuovere un concetto di socialità complessiva del cibo, che incorpori aspetti valoriali relativi a sostenibilità, etica, legalità, intercultura, territorialità” [3].

Il documento raccomanda un’operatività didattica improntata allo sviluppo delle competenze, ritenendo l’educazione alimentare un tassello importante nell’ambito delle competenze chiave. Inoltre, è suggerita una didattica per progetti, ovvero un “...privilegiare un approccio psicopedagogico di tipo costruttivista, nel quale l’accento è posto sull’impegno attivo da parte degli allievi nel costruirsi organicamente una propria conoscenza...Per il docente si tratta di allestire un ambiente di apprendimento favorevole alla sperimentazione di situazioni che richiedano l’esercizio di diversi stili cognitivi, l’utilizzo di differenti linguaggi, l’espressione delle personali attitudini” [4]. In altre parole, l’educazione alimentare deve essere inserita in un’ottica laboratoriale, che preveda “...situazioni formative che privilegino il lavoro su compiti di realtà, il lavoro di gruppo, il lavoro cooperativo...” [5]. Molto utile a questo riguardo è l’utilizzo delle Tecnologie Informatiche per la Comunicazione (TIC).

Dal punto di vista dei contenuti, le linee guida individuano cinque aree tematiche:

  1. il rapporto sensoriale con gli alimenti;
  2. la nutrizione e l’ambito scientifico (composizione degli alimenti, fisiologia della nutrizione, scienza dell’alimentazione);
  3. la merceologia, ovvero la conoscenza del cibo (trasformazione, confezionamento, etichettatura, distribuzione, conservazione e preparazione del cibo);
  4. l’igiene e la sicurezza alimentare;
  5. l’approccio culturale al cibo (ovvero l’attenzione agli aspetti dell’evoluzione culturale che gravitano intorno al cibo e al sistema agroalimentare)” [6].

 

NOTE BIBLIOGRAFICHE

  1. Circolare MIUR n. 0011045 del 5-11-2015, Linee guida per l’Educazione Alimentare 2015, pag. 1.
  2. Gazzetta Ufficiale 15.07.15 n. 162,  Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti, pag. 2.
  3. MIUR, Linee guida per l’Educazione Alimentare 2015, pag. 19.
  4. Ibidem, pag. 24.
  5. Ibidem, pag. 25.
  6. Ibidem pag. 21, 22.
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