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Il pianto degli adulti: correlazione fra attaccamento e tendenza al pianto

imgUna manifestazione emotiva che caratterizza l’uomo è il pianto. Esso compare precocemente nelle prime fasi della vita e accompagna l’individuo nel corso della sua esistenza. Chiaramente si nota una differenza nella frequenza del pianto fra bambini e adulti. Una certa variabilità si osserva anche fra gli adulti, ovvero ci sono persone che piangono più facilmente rispetto ad altre che lo fanno più raramente.

Il pianto è presente sin dalle prime ore di vita del neonato. Il bambino piange fondamentalmente per tre ragioni, ovvero il pianto può essere ascrivibile alla fame, al dolore, all’irritazione. L’irritazione origina dall’aver sentito dei rumori troppo forti o aver visto luci molto intense o da uno stato di eccitazione, derivante dall’aver fissato a lungo un oggetto. Il pianto dell’infante è considerato una forma prelinguistica. In altre parole, il piangere è reputato un’abilità propedeutica all’acquisizione del linguaggio. Il pianto del bambino, inoltre, diviene un comportamento che agevola la formazione del legame fra la madre e il piccolo nell’ambito del sistema dell’attaccamento. La mamma, quando sente il proprio bimbo piangere, accorre al suo fianco e questo cementa la relazione e dà ad essa una connotazione positiva, determinando la nascita dell’attaccamento sicuro. In altre parole, il bambino ha la certezza che c’è una figura di accudimento pronta ad occuparsi di lui.

Il piangere, nei primi mesi di vita dell’infante, svolge una funzione comunicazionale. In pratica, il piccolo, non avendo ancora la capacità di comunicare con il linguaggio, utilizza il pianto per esprimere i suoi bisogni e le sue richieste alla madre.

Nel corso dello sviluppo il pianto assume prevalentemente una valenza emotiva. Gli adulti piangono sia per emozioni negative che per quelle positive. Sembra che l’attaccamento e lo stile che lo caratterizza determinano la frequenza con la quale si piange nell’età adulta. L’attaccamento può essere sicuro o insicuro, a seconda del comportamento che la mamma ha avuto nelle prime fasi della vita del bambino. Il sistema dell’attaccamento ha i suoi riverberi nelle relazioni che l’individuo adulto ha con l’alterità.

Uno studio, svolto dai ricercatori inglesi (Università di Sheffield, del Surrey, di Norwich e di Bristol), ha voluto stabilire la correlazione che esiste negli adulti fra il sistema dell’attaccamento, la propensione caratteriale al pianto e la tendenza a piangere nella vita quotidiana. Per analizzare tali aspetti è stato utilizzato un questionario che indaga il pianto negli adulti e correla le tre variabili citate. Sono stati intervistati circa 1400 adulti. In pratica, la ricerca ha dimostrato che gli individui che hanno un attaccamento insicuro presentano la tendenza caratteriale a piangere più facilmente e, di fatto, piangono più frequentemente.

Fonte: Millings, A., Hepper, E., G., Hart, C., M., Swift, L., Rowe, A. (2016). Holding Back the Tears: Individual Differences in Adult Crying Proneness Reflect Attachment Orientation and Attitudes to Crying. Front. Psychol., 7: 1003. DOI: 10.3389/fpsyg.2016.01003