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- Scritto da Alice Rossato
I neonati sono predisposti a riconoscere il volto umano. Lo rivela una ricerca italiana
Poche ore dopo la nascita i neonati sono in grado di riconoscere i volti. Lo rivela una ricerca italiana pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. Lo studio, condotto da un gruppo del CIMeC dell’Università di Trento, in collaborazione con i reparti di Pediatria e di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, di dimostrato che l’area cerebrale che sovraintende a questo riconoscimento (si tratta di un circuito specializzato della corteccia cerebrale) è sostanzialmente la stessa di quella degli adulti.
I ricercatori hanno utilizzato uno speciale elettroencefalogramma pediatrico per registrare rapidamente l’attività corticale in alcuni neonati sani nei primi quattro giorni di vita, mentre osservavano volti stilizzati e altre immagini percettivamente equivalenti. “I risultati – ha dichiarato Giorgio Vallortigara, professore di neuroscienze dell’Università di Trento, direttore del Laboratorio di Cognizione Animale e Neuroscienze del CIMeC – sono stati sorprendenti: abbiamo scoperto che mentre i neonati mostravano una preferenza di attenzione verso un viso schematico orientato correttamente rispetto allo stesso viso rovesciato, le aree attive erano quelle occipito-temporali, cioè le stesse, grossomodo, che sostengono la percezione dei visi negli adulti; ciò porta a ritenere che vi sia un circuito corticale che è pronto al compito già in una fase molto precoce.
La ricerca ha messo in luce, anche, che la correlazione tra l’età dei bimbi e la preferenza per i visi stilizzati è negativa, cioè diminuisce nel tempo. Pertanto si può concludere che l’effetto dell’esposizione al viso della mamma o dell’ostetrica faccia diminuire la preferenza per la faccia schematizzata.
Questo dato conduce ad ipotizzare che il viso stilizzato costituisca per il neonato una sorta di “stimolo chiave”, preparato dalla selezione naturale ad hoc per le sue capacità percettive ancora immature. Proprio grazie alla sensibilità verso questo stimolo, il bambino dirige l’attenzione con maggiore probabilità verso le facce delle persone, invece che verso altri tipi di oggetti. Man mano che cresce, questa sua capacità di riconoscimento dei volti diventerà più strutturata ed efficiente. “Il riconoscimento dei volti – conclude Vallortigara – è fondamentale per i piccoli: se il cervello fosse privo di questa predisposizione e dovesse imparare solo dall’esperienza i tempi di apprendimento sarebbero enormemente più lunghi”.
Fonte: SIR

