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Dipendenze da internet, affrontarle con un digital life coaching

iperconnessioneSindrome da iperconnessione, no mobile (paura di rimanere senza connessione mobile), Fomo ("fear of missing out", paura di essere tagliati fuori dalle reti social), vamping (stare tutta la notte in chat), hikikomori (uso esagerato della rete che porta a condotte di ritiro sociale). E ancora, cyberbullismo, sexting o sextortion, compulsive online gambling (gioco d'azzardo online compulsivo), narcisismo digitale e phubbing (tendenza a ignorare gli altri perchè immersi nel proprio cellulare): son le nuove malattie digitali legate all'uso scorretto di internet e social network. Vere e proprie dipendenze come quella dai videogiochi recentemente catalogata dall'OMS fra i disturbi mentali che colpiscono un numero crescente di italiani, bambini e adulti.

"Sono problemi di cui si parla ancora poco - spiega la psicologa Maria Rosaria Montemurro - ma emerge sempre di più che l'abuso dei device digitali è correlato a problemi come ansia, stress, depressione, appiattimento emotivo, decadimento cognitivo e alterazione del ritmo sonno-veglia, con conseguenze sulla salute psichica, fisica e sui rapporti sociali. Per imparare meglio a gestire il rapporto con la tecnologia occorre un vero e proprio percorso di coaching che permetta all'individuo il recupero di se stesso, del suo rapporto con la gruppalità e del suo rapporto con le nuove tecnologie. L'obiettivo è quello di riappropriarsi globalmente di uno stile di vita sano ed equilibrato".

"Secondo l'ultimo rapporto Agi-Censis la gran parte degli utenti internet è online anche prima di dormire (77,7%) e subito dopo la sveglia (63%); il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto e il 34,1% a tavola.  Il 22,7% degli utenti ha spesso la sensazione di essere dipendente da internet. Per l'11,2% inoltre l'utilizzo della rete è fonte di collisione con i propri familiari. Per gli adulti uno dei primi campanelli d'allarme è la mancanza di sonno con aumento di stanchezza, dello stress, dell'impulsività. Ciò comporta una drastica mutazione del proprio stile di vita, che vede come conseguenza una trascuratezza dei doveri personali nel campo lavorativo.

Gli adolescenti idealizzano ed emulano influencer e youtuber spesso con spiccato desiderio di ritiro sociale con la finalità di trascorrere più tempo possibile sui social network. I bambini sono vittime della tecnologia quando gli adulti la usano per "tenerli buoni" in mancanza di altri strumenti a disposizione. "In generale- aggiunge la psicologa- i ragazzi tendono a non ascoltare gli adulti che impongono loro limitazioni all'uso della rete. Ma allo stesso tempo i genitori sono chiamati al dovere educativo nei confronti dei propri figli e a usare in maniera responsabile, con regole precise che anch'essi devono rispettare, in maniera coerente".

Il Digital Life Coaching aiuta a ritrovare un equilibrio, riconoscendo e rompendo i meccanismi che creano dipendenza, ripristinando i corretti ritmi sonno-veglia e restituendo i giusti spazi alle relazioni interpersonali.

Fonte: DIRE newsletter salute 26/6/2019

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